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Mer, Ago
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Il giorno  03  marzo, alle  17,30, presso la Sala  del Circolo Polesani nel Mondo,   saranno ospiti  del corso di Geografia, e terranno lezione,  i  Medici  Senza  Frontiere per esporre la propria esperienza  nei paesi  con situazioni  critiche. L'ingresso è libero a tutti gli iscritti Unitre

Chi è che svolge il ruolo di “base sicura” per il proprio figlio, la madre o il padre? Da sempre si è convinti che possa essere la madre a svolgere questo ruolo chiave, anche se una serie di recenti ricerche attestano il contrario. 

La “teoria dell’attaccamento”, avviata in modo originale da John Bowlby (scienziato che ha introdotto per primo il termine “attaccamento” per identificare i comportamenti dei bambini nei confronti delle figure di accudimento), riconosce la presenza di una predisposizione innata nell’essere umano atta innanzitutto a creare e mantenere una sorta di relazione fisica e psicologica con la figura o le figure di riferimento, ovvero quelle che gli sono vicine con continuità.

Il comportamento di attaccamento, evocato soprattutto da eventi allarmanti, si esplicita attraverso la ricerca attiva del piccolo verso il caregiver (termine anglosassone che indica “colui che si prende cura”) richiamando l’attenzione attraverso il pianto o l’appello verbale. L’allarme cessa quando hanno luogo la vicinanza o il ricongiungimento fisico e ciò consente al bambino di passare da emozioni di paura, ansia o tristezza a sentimenti di tranquillità e di felicità.

Diversi studi hanno  dimostrando che molteplici forme di disagio psicologico hanno origine durante l’infanzia in relazione a momenti in cui il bambino si sente abbandonato dalla propria figura di attaccamento.

Una ricerca su vasta scala, riguardante il ruolo del rifiuto e dell’accettazione dei genitori nel formare la personalità nei bambini, ha permesso di comprendere che l’amore del padre, al pari di quello della madre, contribuisce molto allo sviluppo di un bambino.

L’esperienza di essere rifiutati durante l’età pediatrica, soprattutto da parte dei genitori, ha un effetto molto forte sullo sviluppo della personalità. Inoltre, i bambini e gli adulti, indipendentemente dalle differenze di cultura e sesso, tendono a rispondere esattamente allo stesso modo quando hanno percepito loro stessi come respinti dai loro caregiver e/o dalle altre figure di attaccamento.

Quando si tratta l’argomento dell’impatto dell’amore di un padre rispetto a quello di una madre, i risultati degli studi suggeriscono che i bambini sperimentano l’influenza del rifiuto da parte del padre come superiore rispetto a quello della madre!

La sintesi del messaggio di questo breve articolo ha l’obiettivo di sottolineare la fondamentale importanza che riveste l’amore paterno per lo sviluppo armonico di una persona. Questo dovrebbe contribuire a motivare molti uomini ad essere più coinvolti nella promozione della cura del bambino. Inoltre, il riconoscimento dell’influenza dei padri sullo sviluppo della personalità dei propri figli dovrebbe favorire la riduzione dell’incidenza dell’atavica “colpa della madre”, da sempre riconosciuta come totale fautrice del cattivo sviluppo psicologico della prole. La grande enfasi sulle madri e sulle cure materne ha portato a pregiudizi pericolosi ed inappropriati, incolpando esse stesse dei problemi di comportamento e di disadattamento dei bambini quando, in realtà, i padri spesso sono implicati maggiormente nello sviluppo di una serie di disturbi.
Nei prossimi articoli ci concentreremo sull’importanza della presenza attiva del padre nel nucleo famigliare.




                                                                                                                      L’Áncora della famiglia