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Lun, Feb
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Per il calendario della République Française il 9 dicembre di ogni anno è Festa Grande.
Celebra la promulgazione della legge sulla Laicità della Nazione del 9.12.1905. Con quella legge la Chiesa Cattolica è stata defraudata di tutti i suoi beni: scuole, collegi, conventi, chiese, case canoniche, denaro ecc. Cosa che non avrebbero osato fare se al posto dei cristiani ci fossero stati i mussulmani…


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Il grido desolato, pubblicato dai media finlandesi, è del giornalista e politico Antti Juhani Rinne che aveva letto una terribile tabella statistica circa il futuro demografico della sua Finlandia. Eppure quella Nazione è tra le migliori al mondo per far nascere e crescere i bambini. Qui i genitori non mancano di nulla. La “terribile statistica” ricorda ai finlandesi che il 2017 si concluderà con un tasso di natalità non superiore all’1,57 per coppia, cioè in forte calo. Non tanto quanto l’Italia che ha chiuso il 2016 con 1,34.
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Dalla finestra della mia camera osservo i ragazzi che giocano nel grande cortile. Dopo un primo sentimento di gioia che canta alla Vita, puntuale mi si insinua un senso di angoscia…

E’ il futuro prossimo e remoto di questi ragazzi che disturba i miei pensieri. E’ vero che essi venendo al mono non hanno ereditato il ricordo orrido dell’ultima guerra mondiale, come è stato per me. E’ vero che hanno trovato comodità impensabili, novità tecnologiche affascinanti e un’Europa in pace.

Questo però non fa differenza! Perché?

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Questa è proprio bella! L’ho letta qualche giorno fa sul quotidiano Avvenire. Racconta di un fatto accaduto all’Università Statale di Macerata, dove insegna una stimata ricercatrice di Glottologia e Linguistica, la professoressa Clara Ferranti.

Ecco qui. Alle 17,30 del 13 ottobre la Docente tiene la sua lezione di fronte ad un centinaio di studenti, quando uno di essi le chiede come mai, ogni volta che sta per incominciare una lezione, si fa precedere da 25 secondi di raccoglimento. Venticinque secondi esatti, al cronometro!

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Cari amici: circa quattro decenni fa all’orizzonte culturale della nostra società spuntava una nuova visione di pensiero. Partiva dal presupposto che ormai l’umanità è entrata nell’era post-cristiana per cui gli antichi principi morali e di senso del vivere erano da ritenersi abrogati. Un modo di pensare che si manifestò subito come “Pensiero Debole” perché, in ultima analisi, non sapeva rispondere alle domande di senso che la vita presenta. Da dove vengo? Perché sono qui? Verso dove sono diretto? Chi ha fatto dal nulla l’Universo… e perché…

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