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L’ex maneggio in via Debouchè, abbandonato da anni, è ormai in rovina
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Ritardi, corse soppresse, frequenti guasti, autobus strapieni nelle ore di punta
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Nei prossimi giorni, dopo quasi tre anni di chiusura, tutte le sale operatorie dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri torneranno in attività. Dichiarate inagibili dopo un sopralluogo dei Nas, in un primo momento si era pensato ad interventi di ristrutturazione della durata di qualche mese. Invece le prescrizioni della stessa ASLTo5 hanno poi disposto il completo rifacimento di tre sale operatorie  con un notevole allungamento dei tempi e una spesa di quasi 3 milioni di euro.

Non sono mancati i disagi per gli utenti che per interventi anche di routine sono stati dirottati negli altri due ospedali dell’ASL To 5 (Chieri e Carmagnola) o hanno dovuto rivolgersi a strutture ospedaliere di Torino.Intanto qualcosa torna a muoversi sul fronte del nuovo ospedale unico dell’ASLTo5 che dovrà sostituire quelli di Moncalieri, Chieri e Carmagnola.
Nell’ottobre del 2016, dopo lunghe discussioni e contrasti tra Comuni interessanti, era stato infine individuato il sito sul quale realizzare la nuova struttura che sarà dotata di 470 posti letto: un’area in località Cenasco tra Moncalieri e Trofarello.
Non sono ancora del tutto sopite le polemiche e le critiche sul “consumo di suolo” da parte di chi avrebbe preferito un’area industriale dismessa, mentre quella di Cenasco è agricola. Comunque nel recente Consiglio regionale sull’edilizia sanitaria l’assessore Antonio Saitta ha confermato che per il nuovo ospedale di Moncalieri è previsto un investimento di 225 milioni, di cui 54 sarebbero già disponibili.  Con una precisazione: “La forma di finanziamento che ci può consentire di far partire realmente i lavori è una collaborazione tra aziende Sanitarie pubbliche e società private. Da molti anni, ormai, non vengono finanziate a livello nazionale leggi che stanziano risorse sull’edilizia sanitaria. E’ necessario dunque trovare formule differenti, che non contemplino solo il contributo pubblico, ricordando comunque che al privato non spetterà in nessun caso la gestione della parte sanitaria”.
La stessa formula di partenariato pubblico/privato sarà utilizzata per realizzare il Parco della Salute (le nuove Molinette) al Lingotto. Un operatore privato finanzierà parzialmente e costruirà la struttura diventandone in parte proprietario; il pubblico poi pagherà una sorta di affitto per l’utilizzo. Resta ora da capire chi sarà il partner per il nuovo ospedale di Moncalieri.

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