30
Gio, Apr
104 New Articles

Nevè Shalom e Wāħat as-Salām

Etica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Come si legge in Wikipedia, Nevè Shalom, conosciuto anche come Wāħat as-Salām, è il nome in ebraico e in arabo per indicare un villaggio cooperativo abitato da arabi palestinesi ed ebrei israeliani.

Entrambi i nomi significano "oasi della pace", in quanto il villaggio è nato con l'obiettivo di dimostrare che è possibile la coesistenza pacifica tra ebrei e palestinesi. Sorge a meno di un’ora da Gerusalemme sulle dolci colline del monastero trappista di Latrum.

Qui vivono insieme, dal 1972 e nel quadro di una assoluta parità numerica e politica, israeliani e palestinesi. Tutto nacque da una idea di padre Bruno Hussar, religioso cattolico dalle quattro identità: arabo perché nato in Egitto, ma cittadino israeliano, ebreo per nascita, ma cristiano per conversione. Camminando e pregando per quelle colline padre Bruno concepì il sogno di un villaggio integrato, che esprimesse concretamente la possibilità di coesistenza e condivisione tra “i nemici” israeliani e palestinesi.

Sin dall’inizio ogni volta che riesplodeva il conflitto su padre Bruno cadeva l’accusa di essere un visionario irresponsabile, ma oggi Nevè Shalom-Wahat al as Salam è una realtà fondata sulla scelta di decine di famiglie di vivere nel dialogo e nel pluralismo. Non a caso l’iniziativa più importante è la scuola materna ed elementare bilinguistica e biculturale. La affianca una “scuola di pace”, un centro di formazione al dialogo interculturale da cui ogni anno passano centinaia di giovani sia israeliani che palestinesi.  Lo staff è composto da arabi ed ebrei, esperti in materie scientifiche o letterarie. Su una collina è la Casa del Silenzio (Beit Dumia - Bayt Sakina), luogo di riflessione, meditazione e preghiera. Attorno alla minuscola casetta in legno, che fu di Padre Bruno, sono cresciute decine di abitazioni e le richieste di andare a vivere lì sono in continuo aumento.

Come tutti i villaggi anche questo ha un cimitero. Ci sono solo due tombe: quella di padre Bruno e quella di Tom Kittain, morto a 20 anni nel corso di una esercitazione militare ai confini col Libano. Strano e violento paradosso: il primo figlio nato nel villaggio della pace è stato il primo a morire con una divisa militare addosso. Racconta Daniella, sua madre: “quando nacque ero felice, ma ricordo anche che piansi, perché sapevo di mettere al mondo un figlio che avrebbe rischiato di morire in guerra. È accaduto ed ho pagato al conflitto il mio prezzo. Sulla mia pelle mi sono convinta ancora di più che per i nostri figli l’unica sicurezza è la pace. Per questo resto a Nevè Shalom-Wahat al as Salam”.

Marcello Aguzzi

Preferenze degli utenti sui cookie
Utilizziamo i cookie per garantire la migliore esperienza possibile sul nostro sito web. Se rifiuti l'utilizzo dei cookie, questo sito web potrebbe non funzionare come previsto.
Accetta tutto
Declina tutto
Marketing
Insieme di tecniche che hanno come obiettivo la strategia commerciale e in particolare lo studio di mercato.
Facebook
Insieme di tecniche che hanno per oggetto la strategia commerciale ed in particolare lo studio di mercato.
Accetta
Declina
Quantcast
Accetta
Declina
Unknown
Unknown
I cookie di preferenza consentono a un sito Web di ricordare le informazioni che modificano il modo in cui il sito Web si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione in cui ti trovi.
Accetta
Declina
Analitici
Strumenti utilizzati per analizzare i dati per misurare l'efficacia di un sito web e capire come funziona.
Google Analytics
Strumenti utilizzati per analizzare i dati per misurare l'efficacia di un sito web e comprenderne il funzionamento.
Accetta
Declina
Funzionali
Strumenti utilizzati per offrire maggiori funzionalità durante la navigazione sul sito web, tra cui la condivisione sui social network.
PHP.net
Accetta
Declina
Salva