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Cucina & Tradizione - Storia della Lavazza

Pillole di storia
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La storia di una delle principali imprese al mondo nel settore del caffè, la Lavazza, è tutta piemontese.

Ha inizio a Murisengo, un paesino del Monferrato, dove nel 1859 nasce Luigi Lavazza, da umile famiglia di agricoltori. Il giovane studia con impegno e inizia a lavorare come aiuto enologo nelle cantine del Principe di Carignano.

A 25 anni, con tante speranze e sogni nel cassetto, Luigi parte per Torino ed entra come commesso in una drogheria dove apprende i segreti della torrefazione, a cui si appassiona. Lavora di giorno e frequenta le scuole serali, sogna di aprire un’impresa tutta sua. Si sposa, poi nel 1895 fa il grande passo: acquista una drogheria in centro, in via San Tommaso, la “Paissa e Ollivero”, e apre la nuova attività. Con l’aiuto del cugino Pericle, Luigi fa un po' tutto. Vendono al banco saponette, petrolio, candele, zucchero e spezie, riforniscono bar e ristoranti con il loro caffè, fanno le consegne a domicilio. Gli affari prosperano e Luigi decide di produrre in proprio il caffè, curando l’importazione dei semi crudi e la tostatura. Nel 1910 ha l’intuizione di creare un prodotto nuovo, originale, nato dalla torrefazione di chicchi di diversa qualità e provenienza. Nasce la prima miscela, che permette di avere un prodotto unico, riconoscibile, con gusto costante nel tempo. Il successo è immediato, servono nuovi macchinari e locali così Lavazza si trasferisce in Corso Giulio Cesare.

Negli anni Venti, l’azienda adotta le confezioni in “Pergamin” una speciale carta oleata che assicura la perfetta conservazione del caffè e della sua fragranza, permettendo una rapida commercializzazione sul mercato. Gli ordini sono tanti e Lavazza si organizza con una flotta di camioncini per le consegne e diversi venditori porta a porta. Nel 1936 Luigi lascia la guida ai figli Mario, Giuseppe e Pericle, che devono sostenere il difficile periodo della Seconda Guerra Mondiale e della ricostruzione nel dopoguerra. Ma poi la crescita diventa esponenziale e il nuovo caffè viene commercializzato anche al dettaglio. Entra subito nelle case degli italiani, comodo, pratico e pronto all’uso, grazie alle nuove lattine e ai sacchetti sottovuoto. Dal 1946 in poi le innovazioni sono tante: compare il marchio sulle confezioni, viene aperta la filiale di Milano, nascono le pubblicità in radio e giornali, con il primo slogan “Lavazza paradiso in tazza”. Parte la campagna delle figurine Lavazza, con enorme successo tra le casalinghe. Con la nascita della televisione Lavazza intraprende la strada delle pubblicità in Tv, grazie al supporto dell’agenzia di Armando Testa. Ormai la strada verso la grande industria è aperta, il boom economico è alle porte e nel 1957 inaugura un nuovo stabilimento di Corso Novara, con macchinari all’avanguardia. Il resto è storia recente e l’azienda, ormai leader a livello nazionale, punta all’espansione all’estero.

Luigi Lavazza muore nel 1949 a Murisengo lasciando in eredità uno spirito intraprendente, dinamico e combattivo, che ha portato Lavazza ad essere un vanto dell’industria piemontese e italiana.

Maria Cristina Grassi