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Filosofia e umanità digitale

Etica
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Appena qualche giorno fa Mattia Corsini  ha ricevuto due importanti riconoscimenti

per il suo primo libro “Umanesimo digitale, Transumanesimo, Intelligenza Artificiale: il caso della Google Car”: una segnalazione particolare della giuria al Premio Letterario La Ginestra di Firenze e  un’altra nel XVIII Premio L’Alberoandronico, dove il saggio del giovane filosofo nichelinese è stato selezionato tra 900 partecipanti.

Sul tema del rapporto tra filosofia, etica e nuova rivoluzione digitale anche il nostro giornale lo aveva intervistato qualche mese fa. Ora Mattia Corsini ha pubblicato il suo secondo libro che costituisce una prosecuzione e un ampliamento della riflessione avviata su questi temi.  Il mio background mi ha sempre portato ad indagare questo campo innovativo attraverso gli occhi umanistici, della filosofia soprattutto – spiega Corsini - Proprio in quest’ottica si colloca la volontà di scrivere saggi con un intento divulgativo su queste tematiche oggi sempre più dibattute. Nel luglio 2023 era uscito il primo breve saggio filosofico per la casa editrice Echos. Questo libro aveva come obiettivo quello di proporre una posizione filosofica consapevole all’interno del campo dell’intelligenza artificiale,  prendendo in esame i risvolti etici, in particolare per quanto riguarda uno dei progetti più controversi di Google, ossia l’auto a guida autonoma. In questo primo libro avevo inserito anche una rivisitazione dell’esperimento mentale conosciuto in filosofia morale come Trolley Problem”.

Dopo la laurea in filosofia all’università di Torino Mattia Corsini ha proseguito gli studi con un master su tecnologie digitali e intelligenza artificiale con un approccio multidisciplinare che comprende, oltre alla filosofia, anche la psicologia e le neuroscienze.  Il suo secondo saggio si intitola Umanità artificiale. Stereotipi e pregiudizi in ChatGPT. In quest’ultimo anno le applicazioni dell’intelligenza artificiale hanno avuto un’incredibile accelerazione: “anche in questo mio secondo libro – aggiunge l’autore - vengono elaborati alcuni esperimenti mentali, ossia di situazioni quasi utopistiche, ma al contempo reali, che hanno come fine quello di mostrare e indagare la presenza di bias cognitivi e, nello specifico, quelli relativi al genere, all’etnia e all’età, per mostrare le conseguenze morali della loro esistenza”.

Spesso si pensa che l’intelligenza artificiale, grazie all’impressionante capacità di sviluppare algoritmi in grado di rispondere ad innumerevoli domande e risolvere problemi della vita quotidiana,  possa garantire un maggior livello di oggettività e democraticità nei processi decisionali.  Questo tipo di analisi sarebbe in grado di ridurre, fino ad eliminarla, quella  soggettività che conduce l’essere umano a elaborare giudizi di parte o a fare scelte sbagliate.  Ma le cose stanno davvero così?  “L’intelligenza artificiale è l’oracolo di Delfi del XXI secolo che riuscirà ad arginare le ingiustizie nella nostra vita e nel nostro futuro in quanto riesce a tenere in considerazione tutti i fattori rilevanti per produrre decisioni onnicomprensive?”, si chiede il filosofo.   Partendo dallo studio di un social robot, Nao, che ha impiantato al suo interno l’AI ChatGPT, il libro di Mattia Corsini riflette su alcuni bias cognitivi, ossia sulle distorsioni della realtà e sui pregiudizi presenti anche nei sistemi di intelligenza artificiale. Queste presunzioni e questi pregiudizi in fondo sono gli stessi che da sempre alimentano i sistemi di sociali e “l’intelligenza umana” con il rischio di essere ora amplificati a dismisura e caricati di un potere enorme.  Ecco perché nell’utilizzare questi strumenti occorre più che mai conservare la capacità critica, altrimenti il progresso rischia di trasformarsi in una nuova forma di schiavitù.