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Sab, Lug
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Per lo sport locale il cammino è tutto in salita

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E’ ripresa l’attività agonistica del campionato di calcio, almeno per quanto riguarda la sua massima espressione.

Un piccolo segnale che va nel verso di quell’agognato ritorno alla normalità che ci riguarda un po’ tutti. E poco importa se nello sport a partire per prima è l’Italia pallonara, quella che mette insieme passione e finanza, spettacolo e business. Ci accontenteremo degli stadi vuoti e delle dirette televisive: torneranno Var e moviole e le discussioni da bar (sempre a distanza però). E pian piano (speriamo) anche tutto il resto tornerà a posto.

C’è però anche l’altro calcio e tutto il resto dello sport che è rimasto cristallizzato alla prima settimana dello scorso marzo. Basta fare un giro sui siti web delle federazioni, guardando le classifiche definitivamente bloccate dei campionati. Possiamo farlo partendo da alcune delle associazioni sportive cittadine che disputa(va)no i tornei di categoria: dalla palla a spicchi (Basket 2000 e Pallacanestro Nichelino) al volley (G.S. Sangone), l’Aurora Nichelino nel Calcio a 5, il calcio di Nichelino Hesperia e Onnisport dalle prime squadre alle  giovanili fino ai Primi Calci e Piccoli Amici. Passando agli sport individuali, ai tornei mancati degli atleti delle arti marziali, alla ginnastica artistica e aerobica, tutto si è maledettamente fermato. Un duro colpo ad uno dei settori più vivaci ed attivi in città, con tanta storia e tante storie alle spalle. Tutto quel fermento, quell’andirivieni tra palestre e campi di gioco, di incontri tra ragazze e ragazzi, tra genitori e allenatori, è venuto meno. Certo, ci si è tenuti in contatto con chat e videochiamate, ma è mancata la socialità e la condivisione, quella quotidianità che a Nichelino voleva dire centinaia di persone in movimento ogni giorno, la fatica degli allenamenti e la gioia di un punto realizzato, di un duello vinto o di un goal. Perché avremmo tutti preferito subire un goal, essere battuti dall’avversario diretto o subire il punto della sconfitta all’ultimo assalto. Altro che fermarci. E ripartire sarà dura.

SARÀ DURA

La situazione dello sport in città è abbastanza complicata – commenta l’assessore allo sport Michele Pansini -  Tutte le attività sportive sono state chiuse. Lo sport è importante per se stesso, ma soprattutto per la socialità allargata: perché è forte il rischio di trovare un tessuto sociale completamente modificato. Per dire: non si va più in piscina, non si vedono più gli amici, non ci si incontra più tra genitori. Abbiamo avviato una chat su Whatsapp tra le associazioni sportive per fare rete e tenerci in contatto, ma adesso è il momento di attuare le prime misure perché le attività sportive possano ripartire. Sicuramente è più semplice per gli sport individuali rispetto a quelli di squadra e di contatto, così come allenarsi all’aperto pone meno vincoli che stare in palestra: farlo al chiuso è estremamente più complicato. Allora abbiamo pensato di immaginare il Boschetto come un’enorme palestra all’aperto. Così abbiamo inviato comunicazione a tutte le associazioni sportive cittadine immaginando 4 o 5 punti dove poter fare attività. Assegneremo un orario e un posto, con l’assistenza della protezione Civile e della Croce Rossa. Il Boschetto si presta visto che ha ingressi specifici e controllabili, è grande e garantisce il distanziamento sociale secondo i protocolli e rimarrebbe comunque fruibile al resto della popolazione. Certo, i problemi ci sono, penso a chi fa sport come volley e basket: vedremo di fare sinergia con altri siti sportivi. Parallelamente stiamo lavorando a un bando per dare un contributo a fondo perduto che andrà a legarsi a quelli che arriveranno da Stato e Regione”.

La vera ripartenza sarà comunque a settembre, quando arriveranno linee guida più chiare ed equilibrate se la curva pandemica cesserà. Anche perché, uno dei nodi più importanti e complicati da risolvere riguarda le tante associazioni che usano le palestre in orario extrascolastico. Un bel problema, considerato che, a quanto oggi si sa, il prossimo anno scolastico è destinato a partire tra molte incertezze. Non è escluso che molti spazi dei plessi scolastici come palestre, auditorium e mense possano venire adibiti ad aule: chiaramente la priorità andrà alla didattica per cui della disponibilità delle palestre se ne parlerà in un secondo tempo.

Potranno tornare a convivere l’attività scolastica con quella sportiva? “Il confronto con le scuole è aperto da tempo – continua l’assessore Pansini - E’ un grosso problema che riguarda principalmente le pulizie, perché non basta più pulire, bisogna igienizzare e sanificare. Sicuramente  dovremo anche avere coraggio nelle scelte “. Magari come Comune attraverso un appalto centralizzato che garantirebbe l’igienizzazione e la sanificazione quotidiana per l’utilizzo degli spazi nelle scuole, con l’effetto di sollevare le società sportive di ulteriori costi.

 

PROVE DI RIPARTENZA

Intanto c’è chi prova a ripartire: “Abbiamo ripreso l’attività dall’8 giugno, con tanta fatica e lavori per ottemperare ai protocolli: nella scala di rischio di contagio da 1 a 8 noi siamo a 3. Di fatto – dice Giuseppe Torchia, vicepresidente dell’Onnisport - abbiamo spaccato in due l’impianto di Via Berlinguer segregando le zone ospiti\ristoro da quella degli atleti per garantire il maggior distanziamento sociale. Ogni ragazzo o ragazza, almeno in questa prima fase, potrà allenarsi su un area di 250 metri quadrati, con un pallone dedicato per ciascuno. Nessun esercizio di coppia, posto personalizzato per depositare la mascherina e gli effetti personali con distanza di 2 metri nonché controllo della temperatura per tutti all’ingresso dell’impianto, registri e dichiarazione scritta sullo stato di salute individuale”.

Roba da mettere a dura prova la passione sfrenata per il calcio. “Per questo periodo prevediamo al massimo 1 o 2 turnazioni sullo stesso impianto ed in orari diversi, garantendo l’igienizzazione negli avvicendamenti”.