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Sab, Lug
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A.s.d. Oriente Nichelino: il karate resiste

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Il karate è stato in epoche remote una disciplina praticata clandestinamente, proibita agli occupanti di una piccola isola a sud del Pacifico.

Avrebbe potuto estinguersi sotto la minaccia delle sanzioni, ma ha continuato ad esistere come il fuoco che cova sotto le ceneri, alimentato dall’insegnamento individuale di ogni maestro ai suoi allievi, magari nel cuore della notte e nel segreto della propria dimora.
Mai avremmo pensato, dopo la volgarizzazione della nostra disciplina e la sua diffusione tra milioni di praticanti in tutto il mondo, che qualcuno o qualcosa ci avrebbe imposto di interrompere la pratica e di chiudere i nostri Dojo (luogo dove si pratica la Via ). Ma così è stato e abbiamo dovuto rassegnarci, motivati, più che dal timore delle sanzioni, dalla preoccupazione di contribuire alla trasmissione di una malattia grave, per la quale ancora non c’è un rimedio sicuro.
I più costanti e più coscienziosi tra di noi hanno continuato ad allenarsi da soli, chiusi in casa, perché per un certo periodo di tempo ci è stata assurdamente proibita anche l’attività fisica individuale all’aria aperta, come se il virus fosse il fall-out di una bomba atomica capace di diffondersi a distanza, spinto dal vento o trasportato dalla pioggia.
Poi ci è venuta in soccorso la tecnologia, e tanti insegnanti hanno ripreso a insegnare a distanza, in tele-conferenza, e tanti allievi hanno trasformato il soggiorno o la camera da letto in un piccolo dojo, o semplicemente hanno proseguito gli allenamenti che già facevano sotto la guida del loro maestro, scambiando saluti affrettati con i consueti compagni di allenamento.

Adesso, dopo tre mesi ci accorgiamo che tutto è ciò molto difficile, manca l’empatia del rapporto umano, quell’energia che si prova solo nel vivere di persona e in modo tangibile il Dojo con i compagni di allenamento.

Esiste un Precetto nel Karate che recita: Hitotsu doryoku no seishin o yashinau koto (Il Karate è mezzo per rafforzare la costanza dello spirito )
Quindi piano piano, proviamo a riprenderci il nostro karate, dapprima con sedute all’aperto e subito dopo nei nostri dojo, rispettando le misure di contenimento, ma lasciando da parte le paure irrazionali e la prudenza eccessiva. Non sarà la pratica del karate a farci ammalare, anzi contribuirà, come ha sempre fatto, a rafforzare le nostre difese immunitarie.
Buona ripresa a tutti!

ASD Oriente Nichelino