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- SPAZIO UTIM - Isee, questo sconosciuto

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Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 riguarda l'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

Il decreto ha previsto, tra le altre cose, i criteri in materia di compartecipazione dell'utente al costo delle prestazioni socio-sanitarie (cure domiciliari, comunità alloggio, centri diurni, Rsa, ...) coinvolgendo, purtroppo, anche il suo nucleo familiare. Vanno fatte però alcune importanti precisazioni.

a) Il maggiorenne con disabilità e limitazioni dell'autonomia NON fa nucleo insieme ai genitori per il computo dell'Isee, ma deve essere considerato come utente a sé (infatti, il nucleo familiare considerato ai fini Isee è composto oltre che dallo stesso utente, dal suo coniuge e dai suoi figli, congiunti in genere non esistenti in questo caso);

b) L'attestazione Isee rilasciata dall'Inps è l'UNICO strumento che le amministrazioni possono richiedere e utilizzare per determinare la compartecipazione ai costi dei servizi socio-sanitari (l'Isee costituisce livello essenziale delle prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m) della Costituzione).

c) L'indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità civile NON devono rientrare nel conteggio Isee. Questo punto è stato confermato dalla legge 89/2016 che ha recepito le modifiche derivanti dai ricorsi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato (promossi dall'Utim) contro il testo del decreto originario che considerava questi importi come redditi della persona con disabilità.

Se i Caf dovessero sbagliare uno di questi elementi, ed eventualmente determinare un danno economico all'utente, si può segnalarlo all'Utim di Nichelino: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel. 348.5682346.

È pur vero che gli enti erogatori – Comuni/Consorzi – tenuto conto delle disposizioni regionali in materia di servizi sociali e socio-sanitari, possono prevedere, accanto all'Isee, «criteri ulteriori di selezione», ma queste possono andare solo a vantaggio e non a penalizzare le persone con disabilità.

Tali disposizioni risultano rafforzate anche dal Tar Lombardia con la sentenza n. 1631 del 2016: «nessun potere è attribuito al Comune di determinare un reddito diverso da quello stabilito mediante l'Isee».

L'imperdonabile ritardo con il quale la Regione Piemonte ad oggi, a distanza di anni, non ha ancora recepito il decreto 159/2013 non può essere dunque pretesto per non applicare l'Isee.

In ogni caso ricordiamo che l'Isee non può essere utilizzato per sbarrare l'accesso alle prestazioni socio-sanitarie, che rientrano nei Lea: esse devono essere erogate indipendentemente dall'Isee, che incide solo per stabilire la quota sociale a carico dell'utente. Come difatti ha evidenziato l'ex Assessore regionale Augusto Ferrari in una circolare del marzo 2015 «è condizionata all'Isee la sola quota sociale, per cui ferma restando la quota a carico del Servizio sanitario regionale, il superamento della soglia Isee individuata (...) non incide sul diritto all'accesso alla prestazione».

Giuseppe D'Angelo

UTIM Nichelino