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Le cure palliative sono gratuite

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Nelle ultime settimane ci sono giunte alcune segnalazioni telefoniche da parte di familiari di persone anziane malate

non autosufficienti e in fin di vita, ricoverate in ospedali della Provincia sud di Torino, alle quali sarebbero state proposte le “cure palliative” a pagamento o comunque con una partecipazione economica da parte dell’utente.

Pur non disponendo di prove documentali in merito alle succitate segnalazioni, appare utile riportare alcune precisazioni in merito.

Le “cure palliative”, che possono essere erogate a domicilio oppure in specifiche strutture dette “Hospice”, sono tipicamente rivolte a pazienti in fin di vita e prevedono il controllo del dolore e degli altri sintomi nonché risposte adeguate ai differenti bisogni del malato inguaribile e alla sua famiglia. Esse sono garantite sin dalla legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale e regolate dalla legge 38/2010 che ne ha confermato il diritto per l’infermo, nonché la gratuità. Pertanto non è prevista nessuna quota di pagamento, neppure quella alberghiera.

Lo hanno peraltro ribadito anche i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria) in vigore dal 2017. Difatti, l’articolo 31 del decreto sui Lea (Dpcm 12 gennaio 2017) prevede che il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure palliative e che queste sono a totale carico della Sanità. Le norme dunque sono chiare. 

Peraltro, cogliamo l’occasione per ricordare che la legge 38/2010 sulle cure palliative ha introdotto una semplificazione delle procedure di accesso ai medicinali impiegati nella terapia antalgica, nonché ha imposto l’obbligo da parte del personale sanitario di rilevare e registrare nella cartella clinica del paziente gli aspetti legati al dolore (caratteristiche, evoluzione,  farmaci utilizzati, dosaggi e il risultato antalgico conseguito). Sarebbe opportuno pertanto per i familiari, o i tutori, vigilare affinché questi aspetti siano osservati; nonché, qualora a conoscenza di eventuali richieste di pagamento riguardanti le “cure palliative”, che come abbiamo visto sono illegittime, segnalarlo all'Utim possibilmente per iscritto.

Giuseppe D'Angelo

UTIM Nichelino

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