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"La nuova legge sulla disabilità è una scatola vuota"

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La Regione Piemonte ha approvato una nuova legge sulla disabilità, la n. 3 del 12 febbraio 2019, dal titolo altisonante: "Promozione delle politiche a favore dei diritti delle persone con disabilità".

Essa nasce da una proposta di legge presentata il 20 giugno dell'anno scorso, prima firmataria la Consigliera Enrica Baricco.

Nel corso dei lavori è stata varata una consultazione online, a cui l'Utim, già in data 28 settembre 2018, aveva fornito il proprio contributo. L'Utim, ricordiamo, si occupa in particolare delle persone con disabilità intellettiva in situazione di gravità, e con l'occasione nella memoria presentata aveva rilevato come nel testo della proposta di legge in discussione i diritti di tali persone venissero dimenticati. 

Così pure non veniva minimamente accennato alle politiche informative sui diritti, da trasmettere alle famiglie anche ad esempio con opuscoli informativi nelle Asl e in ogni servizio sociale dove le famiglie hanno un primo accesso. Nulla altresì veniva detto circa il proliferare di nuovi istituti, costituiti da 3 o 4 nuclei abitativi  da 10 persone, uniti nello stesso stabile, che invece la Regione continua purtroppo a validare, come da noi denunciato anche con un presidio davanti alla sede dell'Assemblea regionale.

Affermavamo in sostanza che si trattava di una proposta di legge di fatto inutile, in quanto non aggiungeva nulla a ciò che già esisteva, che non diceva quali servizi si possono richiedere, chi deve fare qualcosa .... Tante parole di intenti, quelle sì, ma nulla di concrete.

Purtroppo la proposta di legge è stata approvata senza sostanziali modifiche ed ha trovato luce nel provvedimento citato.

Riportiamo in proposito un commento ricevuto dalla Sig.ra Giusi Ancora, familiare di una persona con handicap intellettivo, che tratteggia bene la sterile norma varata dalla Regione Piemonte, ed esprime compiutamente anche lo stato d'animo e lo scoramento delle famiglie.

«Questa più che una legge mi sembra una dichiarazione di intenti senza alcuna possibilità per i disabili  di rivendicare nessun diritto in nessun tema che lo riguardi. La Regione Piemonte «favorisce», «promuove», «sostiene», «sviluppa», «incoraggia», «incentiva», «monitora», «orienta»».... Ma «realizza» solo all'articolo 8 quello che è già disastrosamente realizzato: una formazione professionale che dà lavoro agli enti ed al loro personale, ma ai disabili?

Inoltre, una triste figura quale quella di un ‘amico degli amici’ (di cui non si riesce a trovare neanche un altro nome, in italiano), [«Disability manager», ndr.] occuperà un nuova poltrona pagata con risorse sottratte ai disabili, visto che all'articolo 16 si garantisce (questo sì, si garantisce) che tutto verrà «favorito», «promosso», «sostenuto», «sviluppato», «incoraggiato», «incentivato», «monitorato», «orientato» senza nuovi oneri per il bilancio.

Niente di vincolante, non ci sono tempi per nulla, per iniziare e per concludere nulla (se non la relazione annuale che la Giunta presenta al Consiglio: si potrebbe ridere se non ci fosse da piangere).

Non ci sono sanzioni per chi non ottempera. Giustamente! Non si deve ottemperare. In questa dichiarazione non è previsto nulla a cui ottemperare. Già, c'è il Tavolo di lavoro, la Cabina di regia, a costo zero, che devono solo produrre altre relazioni...

Qualcuno andrà a piangere nel nuovo ‘poltronificio’, ci sarà pur bisogno di un ufficio, una segretaria, un collaboratore, un galoppino: tutti gentili e disponibili che ascolteranno le nostre storie e ci diranno: ‘Avete ragione, ci dispiace tanto, abbiamo telefonato ma sapete, non ci sono soldi, ci sono casi più disperati, facciamo quello che possiamo, facciamo un'altra telefonata, scriviamo un'altra lettera ma sa... mica possiamo obbligare qualcuno a niente...’

Ed abbiamo pagato funzionari per scrivere questo proclama di buonismo. Uno specchietto per allodole, lo chiamerei».

UTIM Nichelino
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