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Spazio Utim - RSA e "contratti di ospitalità"

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Torniamo sulle Rsa (Residenze socio-sanitarie). Questa volta per riportare alcune indicazioni su comportamenti non proprio conformi da parte di gestori di queste strutture.

 

Capita purtroppo che gli anziani malati (cronici non autosufficienti, malati di Alzheimer o con altra demenza ecc.), o i loro familiari/tutori, al momento del ricovero convenzionato in Rsa (ovvero con la quota sanitaria garantita dalla Sanità), si vedano sottoporre dalla struttura (è capitato anche alla Rsa “San Matteo” di Nichelino in un caso che abbiamo seguito) un modulo da firmare. Si tratta di un “contratto di ospitalità” (denominazione già di per sé fuorviante, in quanto in realtà non si tratta di “ospiti” ma di degenti malati!) contenente clausole non previste dalla normativa vigente, condizioni in genere inerenti il pagamento della retta alberghiera e alle relative garanzie/fidejussioni, ma anche a criteri su eventuali dimissioni ecc. Disposizioni che, puntualizziamo subito, non sono da sottoscrivere per non prendere impegni illegittimi nei confronti della struttura stessa.

Indicazioni in merito sono anche arrivate di recente in risposta ad una interrogazione in Consiglio regionale. L’Assessore competente nel merito ha dichiarato che il “contratto di ospitalità” «può essere utilizzato dalle strutture Rsa per quanto attiene il rapporto di regime privato», precisando che in ogni caso «non può essere usato per modificare, contraddire o eludere le norme che regolano il contratto di servizio ‘in convenzione’».

In buona sintesi, il “contratto di ospitalità” posto all’ingresso dei pazienti in Rsa, non riguarda gli utenti che usufruiscono di regime pubblico, cioè con la quota sanitaria pagata dall’Asl.

Peraltro, già nella nota informativa 2018 del Consorzio socio-assistenziale Cisa12 (riportata integralmente negli scorsi numeri di “Nichelino Comunità”) è precisato che «l'utente inserito in struttura dall'ASL TO5, o la persona che lo rappresenta, non è tenuto a sottoscrivere contratti di ospitalità per tutte le prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e assistenziali comprese nella retta di ricovero ed elencate nel Regolamento della struttura approvato dalla ASL TO5».

Le strutture difatti devono redigere - secondo precise direttive regionali (Dgr 45/2012 e 85/2013) - apposito “Regolamento di struttura”, per normare la degenza degli infermi non autosufficienti all’interno della stessa. Questo documento è da porre in visione ai malati nonché ai loro familiari/tutori e sostituisce il “contratto di ospitalità” che, ripetiamo, deve riguardare esclusivamente gli utenti privati paganti in proprio tutta la retta (quota sanitaria più quota alberghiera).

Giuseppe D’Angelo

UTIM Nichelino

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