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Ex discarica di Carpice, rischio esplosioni

Cronaca
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Non arrivano notizie rassicuranti sull’ex discarica di Carpice dalla quale fuoriesce biogas.

L’assessore regionale all’ambiente, Alberto Valmaggia, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere  del Movimento Cinque Stelle, Giorgio Bertola, ha confermato che nel sito sussistono rischi di esplosione. Un'ordinanza del sindaco del Comune di Moncalieri raccomanda ai residenti nell’area interessata dal fenomeno di adottare misure cautelative, ad esempio arieggiando costantemente i locali seminterrati.

Per decenni nella discarica di Carpice è stato buttato di tutto, dai rifiuti domestici ai residui di lavorazioni industriali. E’ stata accertata la presenza nel sottosuolo di metalli pesanti, cloruro di vinile, benzene, toluene, xileni, alcani e cicloalcani. Addirittura negli anni Settanta vi vennero sotterrate le carcasse di centinaia di maiali infetti  da peste suina. L’area dell’ex cava, che si estendeva su una superficie di oltre 100.000 metri quadrati, una volta completamente riempita venne poi inopinatamente resa edificabile con la costruzione di capannoni industriali e palazzine residenziali.

Intanto sul fronte delle dispute legali la Corte di Cassazione ha confermato il risarcimento di 833 mila euro dovuto da Fca (ex Fiat, proprietaria dei terreni dal 1967 ai primi anni Novanta) per gli interventi di bonifica eseguiti dopo la realizzazione dell’insediamento industriale  “I Molini di Carpice”.  La società attuatrice ha sempre sostenuto di essere all’oscuro della reale situazione del sottosuolo e Fiat dal canto suo ha negato di essere a conoscenza dell’utilizzo del sito come discarica abusiva. I responsabili del disastro ambientale che, oltre alla formazione del biogas, ha comportato l’inquinamento delle falde acquifere non sono ancora stati individuati.

In ogni caso la suprema Corte ha confermato Fca come soggetto obbligato a farsi carico degli oneri per gli interventi di monitoraggio e di bonifica della zona. L’area ricade in gran parte nel territorio di Moncalieri, mentre una piccola porzione potenzialmente interessata dal rischio di esplosioni, si trova sotto Nichelino.