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Come superare le barriere dello spazio e del tempo

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Claudio Dalla Costa, 52 anni, lavora nel settore assicurativo, non ha alle spalle specifici studi teologici e dunque non è così scontato

che uno come lui abbia iniziato a scrivere libri su argomenti religiosi.

In compenso ha sempre letto moltissimo e nel corso delle sue letture è rimasto affascinato dai diari e dalle biografie dei santi: di quelli più noti, ma soprattutto di quelli sconosciuti. Il suo primo libro di spiritualità, "Scommessa sull'uomo", è uscito nel 2006. Poi ha scritto una biografia di Maurice Zundel, un mistico contemporaneo, di cui in Italia si sapeva pochissimo. Due anni fa ha raccontato la vita di Madre Yvonne – Aimée de Jesus, una suora francese che passò quasi tutta la vita in uno sperduto convento della Normandia. Nel frammezzo Della Costa ha scritto altri due saggi su tematiche spirituali. Alcune suoi lavori sono stati pubblicati e tradotti in francese, spagnolo e uno addirittura in lingua lituana.

Ora è appena uscito il suo nuovo libro, edito da Effatà, che si intitola “Il mistero della comunione dei santi”. L’argomento potrà sembrare insolito, ma in realtà questa espressione è esplicitamente contenuta nella formula del Credo che si recita a Messa e che indica i princìpi fondamentali della fede cristiana. “E’ una delle realtà più straordinarie che esistano – scrive Dalla Costa – e una grande corrente d’amore la pervade, capace di far saltare ogni barriera del tempo e dello spazio facendo sì che gli uomini di ogni epoca siano contemporanei del Cristo. Uno dei più grandi doni che Dio abbia fatto all’umanità è proprio realtà che fa sì che gli uomini costituiscano un solo corpo”.  Abituati a vivere con indifferenza e superficialità il presente, non ci passa minimamente per la mente che in una prospettiva di eternità è possibile, anzi inevitabile, il venir meno dei vincoli temporali che scandiscono le nostre giornate qui sulla terra.  Basta un nonnulla per far crollare tutte le nostre apparenti sicurezze e spalancare la porta sul mistero supremo dell’esistenza.

Il regno dei Cieli è già in mezzo a noi, come si dice nel Vangelo.  “Il merito di questo singolarissimo autore nichelinese – scrive Padre Serafino Tognetti nella prefazione del libro di Dalla Costa – è quello di studiare le figure dei santi e di mettercele davanti non solo come fratelli da imitare, ma come compagni di viaggio, come esempi vivi di vero cristianesimo”.

La dottrina della Chiesa e la ricerca teologica hanno definito da tempo questo concetto della “comunione dei santi”, ma spesso questa realtà è piuttosto dimenticata, mentre invece “è una delle consolazioni più grandi che lo Spirito Santo abbia inventato per noi poveri uomini costretti a mille battaglie finché siamo su questa terra”.

Per usare un’immagine moderna, si può paragonare la “comunione dei santi” ad un’incommensurabile ed eterna rete internet. Noi siamo connessi gli uni agli altri, viviamo in comunione con gli uomini passati, presenti e futuri, tutte le generazioni sono in un certo modo contemporanee.

Nella storia dell’umanità fa purtroppo da contro canto una parallela e ramificata “comunione delle tenebre” di cui ogni uomo è responsabile. “Infatti ci chiediamo il perché di inaudite violenze nel mondo, di massacri, genocidi, terrorismo e ci sembra incredibile come l’odio possa assumere proporzioni così vaste tra gli esseri umani”.

La luce del bene invece si propaga non con la forza, ma si irradia con la testimonianza. Claudio Dalla Costa nel suo libro riflette su queste misteriose connessioni che ci legano gli uni agli altri portando esempi concreti. Ripercorre storie umane, in particolare di questi ultimi due secoli, in cui è possibile cogliere il manifestarsi di questa corrente di bene, invisibile, all’apparenza debole, ma pienamente efficace.

Ci sono insospettabili giganti, come Santa Teresa di Lisieux, piccola suora carmelitana che con la sua “vocazione cosmica” ha colto in pieno questo dinamismo. In questa galleria di Dalla Costa troviamo figure meno note – alcune pressoché sconosciute - comunque in grado di sorprenderci: Elisabeth Arrighi Lesneur, padre Jacques Loew, Maria Teresa Carloni, Virginia Bries da Paixão, Marcel Van e tanti altri. Troviamo aspetti inediti di questi mistici “moderni”, come Padre Mariano da Torino (al secolo Paolo Roasenda).

È una miniera di gemme preziose che si trovano ad ogni angolo. Questo nuovo volumetto è un rinnovato invito a guardare in alto. “Siamo troppo abituati alle cattive notizie – osserva nella prefazione padre Serafino Tognetti – Non che non vi siano i mali del mondo, per carità, ma restare immersi volontariamente nelle oscurità senza mai cercare una via d’uscita, è una sorta di suicidio”.

C.M.