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Mer, Ott
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Bibbia per tutti - Libro di Giuditta (1)

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Il libro di Giuditta non è molto conosciuto da noi cristiani per alcuni motivi:

1) Non è mai usato nella liturgia, non viene letto nelle nostre Messe;

2) Le nostre bibbie lo collocano un po' dove vogliono: chi tra i libri storici, chi tra i libri sapienziali, chi tra i cosiddetti deuterocanonici (cioè entrati nel canone dei libri sacri accettati dai cattolici, ma non da altre confessioni cristiane);

3) La sua storia può apparire ad una lettura poco approfondita un po' noiosa, lunga e troppo violenta.

Il testo che abbiamo è giunto a noi in lingua greca (la Bibbia detta dei 70), ma ha sicuramente una matrice in lingua ebraica di base. Per questo non fa parte del canone dei libri sacri israelitico, né di quello protestante. Il Concilio di Trento però lo ha definito ispirato inserendolo nel canone cattolico.

Molti commentatori dividono il libro in tre sezioni.

1) Il re Nabucodonosor scatena una guerra mondiale (cap. 1 – 3).

2) La guerra minaccia il popolo di Dio preso d’assedio dal generale Oloferne e i giudei perdono fiducia in se stessi ed in Dio (cap 4 – 7).

3) L’impresa di Giuditta salva il popolo e ridona fede e speranza (cap. 8 – 16)

L’eroina del nostro libro è ancora una volta, come Ruth ed Ester, una donna giovane e bella, molto ricca ma rimasta precocemente vedova: una donna di grande fede e di preghiera con un nome emblematico, Giuditta, cioè “la giudea”.

Storicamente il libro è ambientato al tempo di Nabucco, il re babilonese che aveva distrutto Gerusalemme e il Tempio nel 586 a.C. e deportato gli ebrei: “nell’anno dodicesimo del regno di Nabuccodonosor che regnò sugli assiri nella grande città si Ninive” e qui un professore di storia farebbe un salto sulla sedia segnando con la matita blu l’errore storico… Ninive viene distrutta nel 612 a.C. prima di Nabucco che non è un assiro, ma un babilonese!

Ma noi sappiamo che il contesto storico, come per i libri di Ruth e di Ester, è solo fittizio. Il nostro scrittore sacro vive nel 2° secolo a.C. quando Israele vive sotto la dittatura dei Seleucidi di Siria (i nuovi Assiri), guidati da quel tiranno di re Antioco IV Epifane che nel 167 pone nel Tempio di Gerusalemme la statua di Giove Olimpo e impone agli ebrei la cultura pagana dando il via a quella che sarà la rivolta dei Maccabei.

Il libro quindi è ambientato lontano nel tempo, ma vuole dare coraggio, forza, fede e speranza a chi vive sotto la tirannia di Antioco IV che odia gli ebrei e la loro religione. Giuditta incarna proprio la Giudea che si ribella e con la fede sposta le montagne.

Torniamo al primo capitolo del libro: Nabucco vuole conquistare il mondo e manda messaggeri in tutte le nazioni perché si alleino con lui, ma nessuno gli dà retta: “tutti respinsero l’appello di Nabucco e non si unirono a lui per fare la guerra… allora Nabucco si irritò terribilmente contro tutte le nazioni e giurò di vendicarsi sterminando tutti con la spada”. Così Nabuccodonosor invade la Polonia (pardòn, la Media) e inizia la conquista del mondo. Raduna il consiglio di guerra, “… convocò Oloferne, comandante in capo dell’esercito, che teneva il secondo posto dopo di lui e gli disse: così parla il Signore di tutta la terra” (e qui per un ebreo si tocca la blasfemia, perché solo Jhwh è il Signore di tutta la terra!) Nabucco cioè si equipara a Dio e ordina ad Oloferne: “Marcerai contro tutte le nazioni, coprirò tutta la faccia della terra con i piedi del mio esercito…. Il tuo occhio non abbia pietà, li voterai allo sterminio e al saccheggio! Come è vero che io vivo e vive la potenza del mio regno, ho detto e questo eseguirò”.

Anche queste ultime parole suonano come una bestemmia per un ebreo. La frase “come è vero che io vivo, che io sono” la troviamo nell’Antico Testamento riferita a Dio, solo Jhwh può esprimersi così!

Il capitolo 2 prosegue con la marcia trionfale del vice imperatore Oloferne che in quattro e quattr’otto con un imponente esercito da Ninive arriva a Damasco e da lì fino ai confine della Giudea. Il nome Oloferne è di origine persiana e vuol dire “fortunato”. Il suo nome mette paura in tutta la Palestina e in tutti i piccoli regni intorno ad Israele. Così Oloferne parte: “gli abitanti di tutta la regione lo accolsero con corone, danze e al suono dei timpani. Ma egli demolì tutti i loro templi, tagliò i boschi sacri (n.d.r erano i luoghi di culto dei filisteri e dei cananei), perché aveva avuto l’ardire di distruggere tutti gli dei della terra in modo che tutti i popoli adorassero solo Nabucco e tutte le lingue e le tribù lo invocassero come Dio”.

Al vero Nabucco una così delirante non era mai passata per la mente, ergersi come Dio di tutta la terra, ma era ciò che accadeva durante il regno dei Seleucidi: l’ebreo che legge il nostro libro e sta vivendo questo dramma scopre il velo di verità nascosto in questo racconto.

A questo punto il regno di Israele compare per la prima volta, “gli abitanti della Giudea sentirono quello che Oloferne aveva fatto e furono presi da immenso terrore”. Inizia così la preparazione militare a difesa del loro staterello con preghiere e suppliche a Dio… ma Giuditta, l’eroina del libro che fa? Un po' di pazienza, la incontreremo tra un mese…

Enrico De Leon