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Gio, Apr
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Storia di Ioseph

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Ioseph aveva soltanto sette anni quando perse la sua intera famiglia.

Era il 5 gennaio 2015 ed il bambino cristiano viveva nel villaggio di Baga, vicino Maiduguri, con sua madre e sua sorella Anne di 11 anni. Suo padre in realtà era sparito nell’aprile 2013, quando la famiglia era stata costretta a rifugiarsi nella boscaglia per sfuggire ad un attacco di Boko Haram nell’area. Non appena capito che gli uomini di Boko Haram si stavano avvicinando, la madre di Joseph nascose lui e sua sorella in un cimitero a pochi passi da casa. Da lì poterono sentire i colpi di arma da fuoco, le esplosioni ed i jihadisti insultare i cristiani al grido di «Allahu Akbar» [Dio è grande].

Tra le urla di dolore delle oltre 2.000 persone trucidate quel giorno, Joseph riuscì a distinguere anche il grido disperato della madre, l’ultimo. Aveva provato a nascondersi, ma gli estremisti erano riusciti a trovarla. Il piccolo Joseph, atterrito, rimase immobile.

 Ma sua sorella non resistette all’impulso di raggiungere la madre. Quel giorno Anne sarà condotta in un campo di Boko Haram, dove a soli 11 anni sarà costretta a convertirsi all’Islam e trasformata in schiava sessuale. A quanto raccontato in seguito dalle sue compagne di prigionia, la bambina sarà uccisa l’anno seguente, mentre cercava la fuga da quel mondo di orrore.

Il piccolo Joseph invece è rimasto ben nascosto a Baga per due giorni. Lo hanno trovato alcuni uomini dei gruppi civili armati che poi lo hanno portato a Maiduguri. Da allora è la diocesi di Maiduguri che si prende cura di lui, anche grazie al programma di assistenza per orfani e vedove delle vittime di Boko Haram finanziato da Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Nella sola diocesi di Maiduguri, sono almeno 15mila i bambini cristiani che hanno perso uno o entrambi i genitori. “Alcuni di loro non hanno davvero di che vivere – afferma monsignor Oliver Dashe Doeme, vescovo di Maiduguri – Non potremo mai ringraziarvi abbastanza per tutto ciò che fate per noi. Il vostro aiuto ci permette di sopravvivere, in attesa che giunga finalmente la pace per la nostra Chiesa e per il nostro Paese».

Oggi Joseph ha 11 anni, ha ripreso a studiare e da grande sogna di fare il sacerdote, perché desidera aiutare i bambini che come lui hanno perso la loro famiglia. Gli uomini di Boko Haram vogliono eliminare la presenza cristiana dal nord della Nigeria. Eppure l’opera straordinaria della Chiesa continua a vincere sulle armi e sulla violenza.

Aiuto alla Chiesa che Soffre