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Bibbia per tutti - Libro di Ester(4 ): una donna sconfigge l'antisemitismo

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Siamo così giunti al termine di questo libro della Bibbia che ci ha accompagnato nei mesi scorsi.

Come abbiamo visto il diabolico piano di sterminare gli ebrei di Persia è andato a vuoto, grazie alle preghiere ed ai comportamenti di Ester. Il malvagio Aman, politico con pochi scrupoli, è condannato a morte: impiccato sullo stesso patibolo che lui aveva fatto costruire per annientare l’ebreo Mardocheo, zio di Ester. Si concretizza in questi avvenimenti quanto spesso leggiamo nei Salmi e in altri testi sapienziali. “Ecco il malvagio concepisce ingiustizie, è gravido di cattiveria e partorisce menzogne. Egli scava un pozzo profondo, ma cade nella fossa che ha costruito: la sua cattiveria ricade sul suo capo, la sua violenza gli piomba in testa” (Sal. 7,15-17).

Il cambiamento delle sorti (in ebraico “purim”) si sta attuando: il giusto condannato è salvo, il malvagio trafficone è punito. Dietro questi avvenimenti di salvezza operati da Ester s’intravede il piano misterioso di Dio che non lascia che sia il male a trionfare e che non abbandona i suoi fedeli.

Al capitolo otto del libro di Ester continua il racconto di questo cambiamento delle sorti: “in quello stesso giorno il re Assuero diede alla regina Ester la casa di Aman, il persecutore degli ebrei” (a quei tempi i beni, i possedimenti di un condannato a morte diventavano proprietà del re) e Mardocheo fu nominato primo ministro, “il re si tolse l’anello che aveva ripreso ad Aman e lo diede a Mardocheo”. L’anello del re o sigillo reale sostituiva l’odierna firma scritta: Mardocheo ha pieni poteri, può decretare a nome del re, dare ordini a tutto l’impero.

Ester prega ancora il re Assuero: “se sembra bene al re, si scriva di ritirare le lettere, frutto della malizia di Aman, scritte per sterminare gli ebrei che si trovano in tutte le provincie del regno”. Subito il re acconsente e con la regia di Mardocheo scrive un lunghissimo documento in cui si legge tra l’altro: “Il grande re Assuero ai satrapi delle centoventisette province del regno!… Farete bene a non obbedire alle lettere mandate da Aman che con falsi e tortuosi argomenti richiese la morte di tutto il popolo ebreo”. La lettera però ad un certo punto contiene un errore storico: “Aman, un macedone, in realtà un estraneo al sangue dei persiani… con i suoi raggiri pensava, cogliendoci di sorpresa, di far passare il dominio dai persiani ai macedoni”. Storicamente l’impero persiano fu conquistato da Alessandro Magno, re macedone, nel IV secolo a.A., quindi circa 150 anni dopo il periodo del regno di re Assuero, ma qui, come ricordavo nella prima puntata, l’autore sacro ci vuole descrivere le discriminazioni e le persecuzioni che il popolo israelitico sta subendo per opera del governo ellenistico durante il secondo secolo a.C. sperandone la fine, come era avvenuto nella storia per i regni che hanno nel tempo angariato il popolo di Dio.

Per determinare la data in cui sterminare gli ebrei, il malvagio Aman aveva tirato a sorte i “pur” che avevano indicato il 13 del mese di Adar, circa metà marzo. Quel giorno ora si trasforma da giorno di lutto a giorno di festa, anche perché nella lettera-editto del re c’era una piccola clausola che permetteva agli ebrei di “potersi difendere da coloro che li avessero attaccati nel giorno della persecuzione”.

Come ci si può aspettare il capitolo nove ci racconta di vere e proprie ritorsioni alla violenza dei nemici da parte degli ebrei : “fra quelli che li odiavano uccisero 75.000 persone”. Ritorna un po’ l’applicazione della legge del taglione, ma anche il diritto alla difesa quando si è attaccati che è ancora oggi uno dei punti di forza dell’attuale Stato di Israele ad ogni attacco sul proprio territorio per mano del terrorismo islamico.

Al capitolo dieci troviamo anche una strana annotazione, però istruttiva: “(dopo questi avvenimenti) il re Assuero stabilì un’imposta sul paese e sulle isole de mare”. Cioè cambia il governo, cambiano le leggi, ma non cambia mai che a pagare le spese sostenute dai potenti per i loro decreti siano i cittadini, i poveri... Mardocheo diventa primo ministro e subito aumentano le tasse! Direbbe Qoelet: “Nulla di nuovo sotto il sole”.

Il libro di Ester termina con la decisione di festeggiare ogni anno il ricordo del cambiamento della sorte-destino del popolo ebraico grazie alle azioni di Ester. “Mardocheo mise per iscritto tutti questi avvenimenti e mandò lettere a tutti gli ebrei (non esistevano ancora le mail…) perché ogni anno celebrassero il giorno 14 del mese di Adar e perché facessero in quei giorni banchetti di gioia, di scambio di doni e di offerte ai poveri… perciò la festa venne chiamata purim, dalla parola pur (destino-sorte)”.

Ancora oggi, intorno alla seconda settimana di marzo,  tutti gli ebrei festeggiano il giorno di Ester con grande gioia in ogni luogo. La festa è preceduta da un giorno di digiuno, come aveva fatto la regina. Poi alla sera nelle case vengono accese lampade e candele e si va a pregare in sinagoga dove si legge e si riflette sul libro di Ester; segue una festa dove si mangia e si beve tutti insieme. Il giorno dopo la festa si fa in famiglia con un gran banchetto, mentre per le strade si organizzano cortei e feste di piazza; i bambini si travestono da regina Ester o da Mardocheo o da re Assuero; si alzano pali dove si impiccano fantocci che ricordano la fine di Aman.

La tradizione dice che nel XII secolo gli ebrei di Venezia fecero una festa imponente con travestimenti, banchetti, cortei e regali. I veneziani ne furono così coinvolti da “inventare” il carnevale. Del resto non c’è molta differenza tra questi due momenti di festa, anche il periodo dell’anno è lo stesso, come lo sono le modalità di festeggiare: dicono i rabbi “a Purim si deve bere e festeggiare fino a che non si riesce più a distinguere chi sono i buoni e chi i cattivi”.

Buon Carnevale – Purim a tutti.

Enrico de Leon