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Sab, Ago
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Bibbia per tutti - Libro di Ester(3)

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Avevamo visto nei primi quattro capitoli di questo libro sapienziale e metastorico dell’Antico Testamento come la giovane ebrea Ester

fosse diventata regina di Persia e moglie del re Assuero. Contemporaneamente  l’intrallazzatore politico Aman era riuscito, tramite corruzione e favori al re, a diventare primo ministro. Mardocheo, ebreo, dignitario di corte e zio di Ester, si rifiutava di inchinarsi davanti al re. Questo aveva scatenato la decisione di Aman di sterminare tutti gli ebrei del regno in un giorno ben preciso. Solo Ester, implorando il re, può evitare l’olocausto.

Così “dopo tre giorni di preghiera Ester si tolse le vesti di penitenza e si vestì con quelle lussuose. Divenuta meravigliosa, dopo aver invocato Dio” si diresse verso le stanze del re. “Era splendida, al massimo della sua bellezza, il suo volto era raggiante, come pervaso d’amore, ma il suo cuore fremeva di terrore”.

Appena arriva davanti al re Ester usa un vecchio trucco: finge di svenire. Il re sconvolto balza dal trono, la prende tra le braccia e le dice. “che hai Ester? Coraggio, tu non morirai, perché il decreto contro gli ebrei è solo per la gente comune”. Vedete come le cose non cambiano mai, anche a quei tempi a pagare era sempre la povera gente e mai quelli delle caste che si spartivano il potere.

Il re continua a parlare: “Hai da farmi qualche richiesta? Fosse pure la metà del mio regno l’avrai”. Ma Ester si limita a chiedere al re di partecipare per due sere consecutive, insieme al primo ministro Aman, ad un banchetto offerto e preparato dalla stessa regina nelle sue stanze. Dopo il primo banchetto Aman, tronfio per il privilegio ricevuto “uscì tutto allegro e di buon umore, ma quando alla porta del re vide Mardocheo che non si alzava e non lo onorava fu pieno d’ira”.

Tornato a casa, raduna moglie e fedelissimi del partito e chiese consiglio per punire Mardocheo. “La moglie Zares e i suoi fedeli gli dissero: si faccia un patibolo alto cinquanta cubiti (quasi venti metri) e domani chiedi al re che sia impiccato Mardocheo. La cosa piacque ad Aman e fu preparato il patibolo”.

Aman non riesce a dormire per il livore e la sete di vendetta, così anche il re Assuero non riuscirà a prendere sonno, forse perché – come commenta qualche rabbi - Dio comincia ad instillargli un po’ di rimorso per il decreto atiebraico. Comunque sia non riuscendo a dormire “ordinò che gli si portasse il libro delle memorie, le cronache del regno, e se ne fece lettura davanti al re”. E qui gli viene ricordato che qualche mese prima Mardocheo aveva sventato un colpo di stato e gli aveva salvato la vita da una congiura in cui il re doveva morire. “Assuero domandò: che cosa si è fatto per dare a Mardocheo onore e grandezza come ricompensa? Gli risposero: non si è fatto nulla per lui!”

Proprio in quel momento arriva Aman per chiedere la testa di Mardocheo e il re gli domanda. “caro Aman ascolta, cosa si deve fare ad un uomo che il re vuole onorare?” Subito quel trombone di Aman pensa: chi se non me il re vorrà onorare, sono il suo braccio destro! E risponde che il premiato deve essere vestito come il re, fatto montare sul cavallo del re, con la corona in testa  e portato in trionfo per tutta la città. Aman già gode come un riccio immaginandosi sul cavallo in giro per la città. Ma il re gli dice: “Presto, prendi vestito e cavallo e fa come hai detto a Mardocheo l’ebreo, non tralasciare nulla!”

Immaginate con che faccia Aman porta in giro l’odiato ebreo per la capitale tra gli applausi e gli urrà del popolo. Inizia qui il ribaltamento dei destini: il giusto oppresso è esaltato e l’empio punito. Come canterà Maria nel Magnificat: “Dio ha guardato all’umiltà di chi lo serve, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.

Aman stanco e scornato, dopo la camminata per la città a scortare l’eroe del giorno, non ha neanche il tempo di farsi una doccia e cambiarsi che “arrivano gli eunuchi del re per condurlo al banchetto che Ester aveva preparato”.

Il settimo capitolo si apre proprio sul banchetto. “Il re chiese a Ester, mentre si beveva il vino: qual è la tua richiesta, mia regina, io te la concederò…” Ester rispose: se al re sembrerà giusta, la mia richiesta è che mi sia risparmiata la vita ed anche quella del mio popolo. Perché siano stati venduti per essere sterminati, uccisi e distrutti da nostro nemico, quel malvagio di Aman!

A questo punto il re si alzò per andare a meditare. Ha davanti a sé un enigma: se accetta la richiesta di Ester deve annullare il suo decreto e questo per un re dittatore significa perdere un po’ la faccia, inoltre deve dare il benservito al primo ministro. D’altro canto se rifiuta la richiesta di Ester è uno spergiuro e rischia di vederla messa a morte.

Ancora dubbioso entra nella sala. Intanto Aman, rimasto solo con Ester, “restò a supplicare la regina per la sua vita temendo che il re avesse deciso per la sua morte. Aman si lasciò cadere sul divano su cui era sdraiata Ester”. Proprio in quel momento rientrò  Assuero che gridò: “anche alla regina vuoi fare violenza, davanti a me, in casa mia?”

Subito accorrono gli eunuchi che arrestano Aman e il re chiede loro cosa fare. Rispondono: “c’è il patibolo, alto venti metri, che aveva preparato per Mardocheo”. Il re ordino: impiccate lui!

Ci fermiamo qui, alla fine del settimo capitolo. Termineremo di leggere questo strano libro, sacro,  nella prossima puntata.

Buona natività di nostro Signore a tutti.

Enrico de Leon