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- Storia dei Papi - Pio XI

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Nel conclave del 1922, dopo un’alternanza di eminentissimi (Maffi, Merry del Val, Gasparri, La Fontaine) al quattordicesimo scrutinio fu eletto papa Achille Ratti, che da pochi mesi era l’arcivescovo metropolita di Milano.

In Vaticano se ne arrivò con la non più giovane domestica brianzola, Teodolinda Banfi, che lo aveva servito fino allora. Ciò in certi ambienti diede la stura a malumori, poiché mai era accaduto che una donna facesse da domestica al pontefice. Achille Ratti, che aveva preso il nome di Pio XI, tagliò corto: “Ogni precedente ha avuto il suo inizio: ciò non può impedire, dunque, di creare un precedente.”

Come consuetudine, per la sua approvazione, gli fu presentata una lapide da apporre ad una basilica romana restaurata. L’iscrizione così iniziava: "SEDENTE PIO PP XI”. Fulminò i presentatori con una battuta: “ma quale sedente? Qui a Roma tutti si vogliono sedere.S i tolga quel sedente: il papa è sempre al lavoro, sempre in piedi”. In gioventù don Achille Ratti era stato valente alpinista: aveva scalato diversi quattromila e nel 1889 era stato il primo a raggiungere la cima del Monte Rosa dalla difficile parete orientale.

Al tempo dei Patti Lateranensi (1929) con cui fu istituito lo Stato della Città del Vaticano sorse il problema di quali colori dovesse essere la bandiera. Il Papa decise per il bianco-giallo. Il suggeritore fu un anziano prelato: le “chiavi di Pietro”, per antichissima tradizione, sono una d’oro e l’altra d’argento. Ma il vero ispiratore fu il sommo poeta: “... di sotto a quel trasse due chiavi. L’una era d’oro, e l’altra era d’argento: pria con la bianca, e poscia con la gialla fece a la porta sì, ch’i fu’ contento. (Purgatorio IX 115-120).

Pio XI Incaricò Guglielmo Marconi di costruire una stazione radio per portare la voce del romano pontefice in tutti i continenti. Carattere forte, decisionista: una volta, non riuscendo a trovare un documento sbottò: “O lo si trova subito o tutti gli impiegati li mandiamo a casa” Passò neanche un’ora dal ritrovamento…

Le adulazioni lo irritavano e tutte le volte che si cercava di incensarlo diceva: “via, via non facciamo commedie”. Nel 1938 Hitler venne in visita a Roma; quel giorno Pio XI se ne andò a Castel Gandolfo, dopo aver fatto chiudere i Musei Vaticani e spegnere tutte le luci. Laconico comunicato de L'Osservatore Romano, senza il minimo cenno alla storica visita del Führer nella capitale: “Il Papa è partito per Castel Gandolfo. L'aria dei Castelli Romani gli fa molto bene alla salute”.

Cosa pensavano di Papa Pio XI in curia? Un prelato, suo amico, gli confidò: sì, un bravo pontefice, ma di troppo polso (negli ambienti curiali era soprannominato “rex tremendae maiestatis”) e lui: “il papa non deve essere persona pusillanime, giacché, come diceva La Rochefoucauld: la debolezza è più contrapposta alla virtù che al vizio”.

Sotto il suo pontificato ebbero forte sviluppo l’Azione Cattolica, l’attività missionaria e la formazione dei candidati al sacerdozio. Condannò il comunismo ed il nazismo. Firmò 18 concordati con Stati sovrani. Era nato a Desio il 31 maggio 1857, morì a Roma il 10 febbraio 1939 e fu il 259esimo Vescovo di Roma.

Magù