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Bibbia per tutti - Libro di Ester

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Nella raccolta biblica dei libri sapienziali (ma in alcune bibbie lo trovate tra quelli storici) c’è la storia di Ester:

un libro che amavo molto leggere e presentare ai miei allievi dell’Istituto Erasmo di Nichelino, non solo perché propone spunti molto interessanti, ma perché molto attuale sulla spinosa questione dell’antisemitismo.

Questo libro ci è giunto in due versioni: una ebraica ed una più lunga in lingua greca. Nelle nostre Bibbie i due testi sono uniti in un solo racconto lasciando alle note di specificare a quale versione appartengano le varie parti. 

Il libro ci porta al tempo del re persiano Assuero (probabilmente Serse I, morto nel 465 a.C) e alla via di corte con i suoi intrighi di palazzo. Nulla di nuovo: anche a quei tempi c’erano cambi di governo, alleanze politiche stravaganti e politici con grandi ambizioni pronti ad eliminare gli stranieri per il proprio successo. Probabilmente però, dicono gli esperti, questo libro di Ester è stato composto verso il 2° secolo a.C. non in Israele, ma dagli ebrei in diaspora e non racconta di un preciso fatto storico realmente accaduto.  Bensì vuole sottolineare alcuni concetti: la difficoltà di essere ebrei fuori da Israele, la protezione che Dio accorda al suo popolo anche se vive lontano dalla terra promessa e la punizione dell’empio, del presuntuoso, di chi vuole schiacciare gli umili e gli onesti che invece saranno premiati.

Detto questo cominciamo il capitolo 1 che è della versione greca: “Nell’anno secondo del regno di Assuero dimorava nella città di Susa (n.d.r. era la residenza dei re persiani) Mardocheo della tribù di Beniamino, ebreo, uomo eminente, addetto alla corte del re. Alloggiava a corte insieme a Bigdan e Teres, due eunuchi del re guardie del palazzo”. Gli eunuchi erano uomini evirati che avevano varie funzioni a corte nell’antico oriente: guardie, servitori e custodi dell’harem, veri e propri funzionari di governo di rango elevato. Mardocheo venne a sapere che i due eunuchi volevano uccidere Assuero. Insomma stavano preparando un colpo di stato e di questo lui informò il re. I due furono condannati a morte.

A questo punto il capitolo primo ci fa sapere del ripudio da parte del re Assuero della regina Vasti, rea di averlo offeso davanti ai dignitari. “Si dia il titolo di regina ad un’altra migliore di lei !”, tuona il re e i ministri del regno decidono: “si cerchino ragazze vergini e di bell’aspetto per il re… i funzionari delle province le raccolgano in Susa nel gineceo affidato a Egai, eunuco del re e custode delle donne. Egli darà loro quanto necessario per rendersi attraenti e quella che fra tutte piacerà al re sarà la regina”.  Praticamente si organizza un vero e proprio concorso di miss Persia, senza televoto, e le ragazze arrivavano alla residenza del re per essere giudicate (in classe, quando lo raccontavo agli studenti, fioccavano commenti un po’ salaci… era il periodo delle escort e del bunga bunga).

Ebbene, Mardocheo era il tutore di una certa Adassa, meglio conosciuta come Ester, figlia di un suo zio, orfana di padre e di madre. La ragazza era graziosa di forme, di aspetto avvenente e Mardocheo l’aveva praticamente adottata. Chiaramente anche Ester si iscrive al concorso di bellezza. La fanciulla piace subito a Egai (l’eunuco guardiano dell’harem e gestore di questo concorso) e acquista il suo favore. Le dà sette ancelle e le assegna il miglior appartamento.  

Già qui si comincia a capire come il disegno misterioso di Dio si stia dipanando. Ester è scelta per una missione che sarà la salvezza per il suo popolo, così come era stato per Giuseppe, da schiavo a vicerè o per Samuele, da bambino che serve nel tempio a grande profeta, e per David, ultimo figlio che sarà il più grande re d’Israele. Ester orfana, ebrea, destinata a una vita normale, sarà la salvatrice del suo popolo, segno della provvidenza di Divina che guida le vicende umane dove nessuno immagina.

Ma attenzione… ora comincia il concorso di bellezza Miss Persia 480 a.C.!

Le ragazze si preparano sotto lo sguardo vigile dell’eunuco Egai (… e a questo punto in classe partiva una serie di battute non politicamente corrette, tipo: “ecco perché il re di lui si fida e l’ha nominato custode dell’harem”). Inizia la sfilata: “quando veniva il turno dopo dodici mesi di preparativi (… altro che due ore dalla pettinatrice o un pomeriggio dall’estetista!) la ragazza andava dal re alla reggia. Vi andava la sera e la mattina seguente passava nel secondo harem. Poi non tornava più dal re, a meno che il re non la desiderasse di nuovo” (furbacchione di un re… ma qui si capisce che purtroppo certe cose sono antiche come il mondo per i potenti!). 

Arriva il turno di Ester, ben preparata dal fido Egai anche perché “Ester attirava la simpatia di quanti la vedevano… il re l’amò più di tutte le altre ragazze… le pose sul capo la corona regale e la nominò regina” (2,12-17). Ma la gioia di questa vittoria sarà presto turbata. Oscure minacce si profilano all’orizzonte per Ester, Mardocheo e per il popolo scelto da Dio anche per il fatto che “Ester non aveva rivelato a nessuno a quale popolo appartenesse, né le sue origini ebraiche perché Mardocheo glielo aveva proibito” (2,10). Vedremo tutto nella prossima puntata.

Enrico de Leon