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Animatori oggi sulle orme di Alex!

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A dieci anni dalla scomparsa di Alex lo ricordiamo riflettendo su chi sia l’animatore parrocchiale oggi.

Alex Tamburello, per i suoi animati “Camillo”, era un animatore della parrocchia Madonna della Fiducia, che è venuto a mancare prematuramente all’età di trentatré anni, a causa di un brutto male. Soltanto un mese prima di morire, aveva confidato a don Gian Franco: «Vorrei che nel mio ricordo si risistemasse l’oratorio. Pensaci!». La promessa è stata mantenuta e oggi l’oratorio della Madonna della Fiducia è l’oratorio “Alex Tamburello”

Nel weekend di metà ottobre per il decennale della morte si è realizzata una serie di iniziative per ricordarlo, che ha visto coinvolti molti volontari della parrocchia.

Il venerdì sera si è tenuto un incontro per gli animatori con don Luca Ramello, direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi,  sul tema “A che animatore giochiamo? Scopriamo le carte dell’animatore!”

Dopo un breve e bellissimo video in ricordo di Alex, don Luca ha impostato la riflessione su tre parole.

1) Stare: insieme ai ragazzi, oggi più che mai, è difficile, soprattutto dopo la pandemia, perché i giovani fanno più fatica a uscire di casa. Stare con i giovani è complesso, non è proprio come mangiare un cioccolatino, spesso è come mangiare un boccone amaro perché non è gratificante. Ma l'animatore deve saper andare oltre questo. Fare animazione vuol dire “morire” per gli altri, per i ragazzi, cioè vuol dire dare l'anima, mettersi al loro servizio.

Guardare: l'insieme, ma avere attenzione per ognuno, per ogni ragazzo che incontriamo. Come sapeva fare Alex che, dalle testimonianze sentite, guardava negli occhi i ragazzi, chiedeva spesso “come stai?”; sapeva curare chi aveva di fronte con attenzione e delicatezza e accompagnare nel percorso della vita.

Accogliere: l'altro così com'è. Accettare ciò che ognuno può dare in quel dato momento.

Non caricare gli animatori giovani di troppe responsabilità, perché questo serve solo a bruciarli.

È importante che vengano accompagnati dagli adulti che hanno una funzione educativa e pastorale e che possono supportare e guidare i più giovani.

L'oratorio non deve essere limitato all'estate ragazzi, ma serve a formare i ragazzi. Gli educatori devono avere uno sguardo a lungo termine per aiutare i giovani a trovare la loro strada, fargli fare esperienze per scovare talenti, capacità e vocazione. L’oratorio può essere un vero e proprio luogo di prova, un laboratorio per costruire la propria identità per poi andare nel mondo.

Sabato 16 ottobre si è tenuta la festa di inizio del catechismo e dei gruppi medie ad indicare un nuovo impulso, un nuovo inizio di anno pastorale, e anche un nuovo cammino per l’oratorio.

Domenica 17 durante la Santa Messa è intervenuta Giulia Tamburello, sorella maggiore di Alex, che ha ringraziato la comunità parrocchiale per aver organizzato il decennale di Alex ed ha incoraggiato i nuovi animatori con queste parole: «Cari animatori spero intraprenderete questo percorso con CONSAPEVOLEZZA perché dovete riconoscere chi siete. Non siete animatori qualunque ma avete un nome, una storia che vi ha portati qui. Non siete animatori a caso, ma siete proprio voi! Siete UNICI! E con RESPONSABILITA’ perché vi dovete sempre ricordare che quando pregherete, parlerete e giocherete, lo farete con ragazzi e ragazze che si fidano di voi e a voi affidano lo loro vita, il loro percorso, la loro formazione.

Avete preso un impegno con questi ragazzi… portatelo avanti sempre!

Vi ringrazio di cuore perché, così facendo, sarà come avere di nuovo Alex al fianco di chi lo ha conosciuto, perché sarà presente nelle vostre parole e nelle vostre azioni.

Ringrazio anche chi mi ha aiutato a costruire e a realizzare questo decennale: tutti i volontari, l’associazione Noi Fiducia e Stefano, il nostro educatore in oratorio.

Un ringraziamento particolare a Beppe che mi ha sopportato e supportato e a Rita per il bellissimo video.  Ultimo, ma il più importante, a Don Gian Franco che sempre ci sostiene e che ha permesso tutto questo. Grazie.»

Il week end si è concluso con un pomeriggio di tornei di calcio a 5 e di volley per giovani e per giovanissimi; questi erano sport che Alex praticava volentieri perché gli permettevano di correre e di stare vicino ai ragazzi. È stato un ottimo modo per ricordarlo!

Monica Olivieri