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Economy of Francesco

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“Scappa come l’ombra, il tempo”, ma non la memoria di don Paolo Gariglio, che ha introdotto, con queste parole, un’inedita versione degli Esercizi Spirituali per imprenditori e professionisti, sviluppata on line per rispettare le prescrizioni anti pandemia.

Il virus del covid19 non ha spezzato il filo che lega, dal 1976, i concetti della “finanza etica” a un gruppo attento a rispettare, anche nei rapporti di lavoro, i valori cattolici in cui si riconoscono.

“Sono passati quasi 50 anni da allora – ricorda il parroco emerito della Santissima Trinità– Era una convinzione mia l’idea che se non ci mettiamo in un luogo solitario, se non ci ‘demassifichiamo’, non possiamo ascoltare la voce della coscienza e la voce di fuori che deve entrare nella coscienza. Nella mia vita sono stato colpito dal silenzio e ho tentato di ripetere l’esperienza con i miei amici, proponendo loro di fare una sosta per qualche giorno”.

L’opportunità di ritirarsi nella casa di Chateau Beaulard ha dato il via a un’avventura che si è sviluppata negli anni, fino a questa edizione, organizzata in collaborazione con l’associazione Chreo Nichelino e dedicata a Economy of Francesco.

“Parliamo di economia, tentando di dare a questo argomento un taglio un po’ diverso – così Carlo Colombino, presidente di Chreo apre l’incontro sul canale Trinitube – Un argomento difficile, ma affascinante”.

Richiama alle radici dell’economia civile, il contributo video del docente universitario Stefano Zamagni, rievocando il termine coniato nel 1953 all’Università di Napoli, dove viene istituita la prima cattedra di Economia. E’ l’uomo, per natura amico dell’uomo, il presupposto fondante dei comportamenti interpretati secondo un “codice etico”, che va rispettato dentro e fuori dal sistema produttivo. “Oggi abbiamo bisogno di imprenditori civili, che dimostrino con i fatti che stanno dentro il mercato, hanno successo, vincono la competizione, senza trattare gli altri uomini come lupi – ammonisce Zamagni – Sapere che ci sono esperienze di questo tipo apre alla speranza”.

Rientrano a pieno titolo tra i casi citati i relatori che hanno raccontato le loro esperienze.

Dono e gratuità, sono le parole su cui costruisce il suo racconto Maurizio Pitzolu, ingegnere di Sassari, che ha partecipato all’organizzazione dell’evento di Assisi. “Gratuità non è il gratis, ma è mettere a disposizione ciò che uno ha: i propri talenti, le capacità, ma anche le povertà e le fragilità – spiega – Economy of Francesco ha radunato giovani imprenditori, economisti e attori del cambiamento, che stanno spingendo per realizzarlo”.

Forte di questa partecipazione alla tre giorni di Assisi, Pitzolu si è messo all’opera con alcuni giovani sardi, per dare forma a un progetto agricolo ispirato alla ‘filosofia dello scarto’. Censiti alcuni uliveti abbandonati, perché poco redditizi per la coltivazione intensiva, i giovani imprenditori hanno coinvolto una comunità di persone ‘scartate’ dalla società, per riportare in vita la natura abbandonata dall’uomo, grazie all’impegno dell’uomo abbandonato dagli altri uomini.

Si definisce ‘imprenditore missionario’ Giandonato Savia, pugliese di Monopoli, imprenditore ed economista, che fin dai 17 anni ha partecipato a viaggi di missione in diversi paesi del mondo. Partito dalla pratica napoletana del caffè sospeso, pagato per chi verrà dopo, Savia ha creato con il fratello la app Tucum, per incentivare la spesa sospesa da fare nel proprio quartiere, facendo rientrare nel mercato gli esclusi dall’economia, ovvero chi non ha risorse.

Ha portato l’esperienza di animatore parrocchiale ed educatore, all’interno dell’azienda di famiglia, Marco Piccolo, torinese, amministratore delegato della Reynaldi. “Sono stato fortunato. Quando ho cominciato eravamo un’azienda famigliare, con alcuni negozietti – racconta – Ho potuto creare un progetto mio, basato sul principio che essere esigenti, come imprenditore, non vuol dire mancare di rispetto alle persone. Tutti devono avere dignità. Un terzo dell’utile della nostra azienda è capitalizzato, un terzo è investito e un terzo è distribuito ai dipendenti”.

Oltre ad applicare la coerenza dei valori sul luogo di lavoro, la Reynaldi la applica al mercato. Attivi con un progetto di volontariato in Burkina Faso, i Piccolo dal 2003 acquistano lì il burro di karité, al prezzo europeo, e hanno fornito i macchinari per sviluppare una produzione locale di cosmetici da vendere sul posto per creare economia. “– considera Ormai siamo costretti ad andare nella direzione di un’imprenditoria sostenibile ed etica  l’amministratore – E’ il mercato che convincerà chi non lo ha ancora capito, sono i consumatori che ce lo impongono. Dall’altra parte c’è un sistema finanziario che sta cambiando, in cui le banche si preparano ad applicare condizioni più vantaggiose, alle imprese attente alla sostenibilità”.

A tirare le fila dei tanti discorsi intavolati è Livio Bertola, presidente dell’Associazione Italiana Imprenditori per una Economia di Comunione. Bertola indica tre obiettivi per incentivare l’economia di comunione. “Bisogna dare una visione alle imprese, perché capiscano il valore della sostenibilità Dare strumenti, per adeguarsi, e creare rete, perché i grandi problemi del mondo non si risolvono da soli, ma insieme”.

Il video integrale degli Esercizi Spirituali per imprenditori e professionisti - "Economy of Francesco" è su You Tube.

Cristina Nebbia

Chreo Nichelino