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Sab, Set
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In ricordo di don Giovanni Oberto

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Lo scorso autunno è deceduto a Cuneo il sacerdote don Giovanni Oberto (84 anni)

che,  per un breve ma significativo periodo, ha prestato la sua opera di apostolato presso la parrocchia Santissima Trinità e di insegnamento presso l'ENGIM di Nichelino.

Nato a Monastero di Dronero (CN), ma formatosi nella vicina parrocchia di Castelletto di Busca, dopo le elementari  scelse di entrare nell'Istituto del Murialdo, studiando dapprima a Pocapaglia, poi a Vigone, quindi a Viterbo, ove venne ordinato sacerdote il 3 aprile 1965. Si perfezionò in seguito negli studi laureandosi in teologia e filosofia.

Iniziò il suo servizio nelle diverse case e comunità dei Giuseppini, prima in Veneto, quindi a Bergamo e Pinerolo, dove negli anni '90 venne nominato parroco  della parrocchia San Leonardo Murialdo.   

Nel 1999 il Vescovo di Cuneo si rivolse ai Giuseppini perché cercava un cappellano per l'Ospedale Santa Croce di Cuneo, assegnando a lui questo delicato incarico. In seguito svolse il suo ministero pastorale presso il Santuario di San Mauro a Busca, nelle zone della sua infanzia. Dal 2003 curò la vicina parrocchia della Morra di Villar San Costanzo e i santuari di Santa Maria Delibera e San Costanzo al Monte.  Con la sua presenza questi santuari conobbero una nuova fioritura, in particolare quello di San Mauro, sempre pronto ad accogliere tante persone per le funzioni religiose e gli incontri di preghiera dedicati alla Vergine Maria.

Si occupò inoltre con dedizione all'assistenza spirituale del vicino Hospice di Busca, specializzato nella cura dei malati oncologici.

Così lo ricorda Francesco Viale, nichelinese che ora per motivi si è trasferito nel cuneese:  Essendo originario della stessa zona dei miei genitori, in quegli anni stringemmo un'approfondita conoscenza con lui, tramutatasi poi in amicizia, coltivata anche in seguito al suo trasferimento nella terra d'origine. Molto stimolante e vivace dal punto di vista intellettuale e culturale, amava i viaggi ed era grande organizzatore di pellegrinaggi, anche in terre lontane come la Terra Santa. Personalmente mi rimane il ricordo di un sacerdote amorevole, dal sorriso serafico e che sapeva trasmettere l'Amore di Dio Padre, la Fiducia e la beata Speranza, anche nei momenti più difficili della vita. Che il Signore conceda a lui il meritato premio, destinato a coloro che lo hanno servito con fedeltà e letizia”.