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Sab, Lug
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Cosa sappiamo del volto di Gesù?

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Su progetto dell’architetto Mario Botta era stata inaugurata nel 2006 la prima chiesa del XXI secolo a Torino, intitolata al Santo Volto.

E' la concattedrale di Torino, nella parete dietro all'altare si può osserva un'immagine stilizzata del  volto della Sindone 

Ma cosa sappiamo del volto del Signore?

Poco o nulla! Infatti i Vangeli non parlano delle fattezze di Gesù. Dai racconti degli evangelisti sappiamo della sua commozione, della gioia, del turbamento e del suo camminare, della sua stanchezza, del dormire, ma del suo aspetto fisico nulla si dice. C’è un accenno in Matteo (Mt 17,2) “risplendette come il sole” e in Luca (Lc 9,29) “l’aspetto del suo volto divenne un altro”, ma si tratta del racconto della trasfigurazione. C’è un riferimento in Luca (3,23) alla sua giovinezza: “Gesù quando iniziò il suo ministero aveva circa trent’anni.” Fin da piccoli ci è stato insegnato che Gesù era un bel giovane dai lineamenti forti e dolci, capelli lunghi e barba, volto allungato ed occhi penetranti, indagatori. Ricordate Matteo? Gesù lo fissò e gli disse “seguimi “e lui lasciato tutto lo segui.

C’è una ragione  sul perché gli evangelisti non abbiano reputato opportuno descriverci la figura di Gesù. La legge ebraica vietava infatti qualsiasi raffigurazione di Dio. Tra il II e il IV secolo nacquero due opposte correnti circa il volto di Gesù. La prima si rifaceva al canto del servo di Isaia 8 “non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere” (Is. 53,2). Il filosofo Giustino lo riteneva deforme; Clemente Alessandrino privo di bellezza; Tertulliano non degno di uomo sano. Tutto questo per renderlo aderente all’immagine dell’uomo soffrente.

La seconda tesi si rifaceva invece al salmo 45 “Tu sei il più bello tra i figli degli uomini”. L’immagine di Gesù doveva rispecchiare la bellezza del Padre anche nella sua umanità. Quest’ultima corrente ha prevalso e oggi nessuno pensa né immagina un Gesù emaciato e deforme, ma bensì molto bello. Su Gesù i racconti non finiscono mai ed è bello conoscerli; in qualche modo ci fanno amare di più il Signore. Luca aveva ascoltato la vita di Gesù dalla sua mamma e ne ha tratto un ritratto pittorico, seguito da tutta l’iconografia bizantina. Non si può dimenticare la tradizione delle reliquie di Gesù, ovvero il “velo della veronica” (che significa vera-icona) e quella della sindone. La storia delle due immagini si perde (o incomincia) nella notte dei tempi e sarebbe impossibile percorrerla in questa breve excursus. Il dato sorprendente e affascinante è che le due immagini si sovrappongono quasi perfettamente e rivelano un unico volto, non a caso corrispondente all’ iconografia bizantina.

Non si può affermare con sicurezza che quelle sono le fattezze di Gesù, ma gli indizi sono tanti. Un proverbio recita: “se non è vero è ben trovato”. Visto che è ben trovato, forse è vero

Marcello Aguzzi