19
Ven, Lug
60 New Articles

Chi sono i cattolici e perchè dovrebbero rimettersi in politica?

Società e cultura
Typography

Per l’Associazione CHREO Nichelino l’impegno politico dei cattolici rappresenta un tema di confronto molto sentito,

vista la provenienza di molti di noi dalle comunità parrocchiali: non si tratta di un dibattito legato all’appartenenza o all’adesione ad un riferimento partitico, ma di una dialettica sentita, soprattutto nella relazione intergenerazionale dei partecipanti

È ovvio che l’impegno politico del cosiddetto mondo cattolico, oggi è reso fortemente critico sia per i pessimi esempi di cronaca sia perché l’appartenenza o il riconoscimento di una presenza concreta all’interno di uno schieramento è complessa, almeno a priori. Ma chi sono e cosa devono fare i cattolici in politica? E nel sindacato o nelle imprese o a scuola o in università? Soprattutto, chi sono i cattolici oggi?

Il tema è serio, ma crediamo sia davvero sterile avviare una riflessione di questo tipo, ricercare un pedigree di politico cattolico, senza fare lo sforzo di intenderci in modo completo su tutta una sfera di umanità, che proprio l’aggettivo “cattolico” porta in sé nel suo significato autentico, dato che cattolico significa universale. Ed allora ci viene da affermare che la presenza dei cattolici in politica è quanto mai necessaria, ma solo se si coniuga in modo netto a ciò che i cattolici stessi vivono nella loro vita di tutti i giorni, quando indossano i panni di genitore, figlio, lavoratore.

Non ci sono alternative! Sono le singole responsabilità personali che generano il senso realistico e non ideale ad una presenza: non esiste un mondo perfetto e ideale! Inoltre, non esiste una responsabilità personale da scaricare solo sulla società e sui poteri occulti, visione tipica del pensiero antagonista, o da gestire con la logica che tanto non possiamo farci nulla.

Noi non la pensiamo così: la Politica è cosa seria, è un lavoro duro; i cattolici in politica sono chiamati nei fatti a metter in pratica la logica del servizio al bene comune: non si fa politica per carriera, per soldi o per bramosia di potere ma come impegno di umanità e santità. La Politica è una missione per rendere testimonianza al Vangelo servendo con carità il proprio paese, consapevoli dei propri limiti, soprattutto senza pretendere che questo agire sia ispirato dall’Alto. Immaginiamo le vostre facce e l’ironia sottesa ma cosa possiamo farci? Noi applichiamo all’estremo un concetto semplice, quasi banale: un cattolico, politico, papà, marito, lavoratore, proprio perché cattolico, si distingue per cosa? Una famiglia cattolica è migliore di un’altra famiglia o coppia di genitori? Cosa la rende migliore? Dove sta scritto che è migliore a prescindere?

Dal momento in cui è terminata l’esperienza della Democrazia Cristiana come contenitore, di certo non esclusivo ma significativo, della presenza concreta dei cattolici in politica, questo tema della si è collocato su quelli che si definiscono i “valori non negoziabili”: il bene integrale della persona, la ricerca del bene comune, la tutela e la promozione della famiglia, il matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso etc. Questi temi, di fatto essenziali per tracciare confini importanti, possono però far concentrare lo sguardo solo su certi argomenti, relegandone altri a ruoli minori.

Papa Francesco ci offre un punto di vista differente: pur non mettendo in discussione i valori non negoziabili ne offre una visione più ampia. La difesa della vita dall’inizio alla fine della stessa non prevale su ogni altro momento dell’esistenza: il feto va difeso come il forestiero che scappa dalle guerre, il malato terminale come il condannato a morte. Solo come esempio è illuminante che la sua seconda enciclica “Laudato sii” tocchi il tema della tutela del Creato e dell’Ambiente, in cui non evidenzia solo le colpe dei potentati finanziari, ma sollecita tutti noi nelle piccole cose ad avere stili di vita più sobri e virtuosi ed occuparci delle incidenze dell'ambiente anche nei rapporti interpersonali: ci verrebbe da affermare che la tutela del creato è a tutti gli effetti, un valore non negoziabile.

In conclusione, la vera sfida di oggi, trasversale a qualsiasi dimensione, politica, familiare, lavorativa è accettare che il mondo cattolico così com’era inteso, non esiste più!

Non esiste più perché esso è, semplicemente, il mondo: nessuno ci perde e nessuno ci guadagna da questa consapevolezza. Non ci guadagna chi ricorda con amarezza i bei tempi andati e neppure chi vuole radere al suolo qualsiasi tradizione. Rinchiudere il mondo cattolico in modo difensivo all’interno di un recinto di eletti o di puri non è solo sbagliato, è anche inutile! Per un cristiano cercare o esigere di realizzare un mondo di eletti, arredato di principi non negoziabili, di valori inalienabili è una vera tentazione che genera, da sempre, fin dalle origini danni e confusioni  Una politica che nelle dichiarazioni si dice cristiana, di fatto può poi portare a odiare il diverso, sia esso straniero, disabile, donna, ebreo, omosessuale, povero? Sembrerebbe una domanda retorica: no non è cristiana, ma alla fine, a chi importa questo? Quali sono le azioni conseguenti del nostro agire innanzitutto come uomini?

Il mondo cattolico, così come lo si intendeva un tempo non esiste più, ma questo non ci spaventa. Noi esistiamo, la comunità esiste, la città esiste, il mondo esiste. Esistere non è stata una nostra scelta. Lo stesso vale per i cristiani: nessuno si fa cristiano da solo e nessuna idea potrà mai farci diventare cristiani. Ma questa è un’altra cosa, forse solo l’altra faccia della stessa medaglia. Di certo il bene non fa notizia, ma per noi sì.

Paolo Bornengo

Associazione Chreo Nichelino