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Che cosa non ha funzionato?

Società e cultura
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In Italia il primo a sventolare profilattici in piazza fu Giacinto Pannella detto Marco, di venerata memoria.

La sinistra, un tempo proletaria, con un non so che di tafazziano saltò sul carro dell’eroe della borghesia liberal e in nome del “sesso sicuro” ne abbracciò la campagna.

L’uso del preservativo divenne una sorta di panacea da diffondere, senza se e senza ma, nelle scuole dalle elementari all’università e su tutti i canali della pubblicità progresso.

Il primo flop si registrò di fronte all’avanzata dell’AIDS. Nonostante l’illuminata campagna di prevenzione la mortale epidemia dilagò e continua tuttora. Diedero la colpa al papa di essersi messo di traverso, affermando nel contempo – laiche contraddizioni – che per fortuna in tema di sesso nessuno seguiva più i suoi insegnamenti.

“C’è ancora poca informazione”, lamentarono sconsolati. E giù sit in, assemblee e simposi con istruzioni per l’uso. Notare che nel frattempo di profilattici si era riempito il mondo: in farmacia, dal tabaccaio, negli scaffali dei supermercati e anche il più sperduto dei villaggi di montagna riuscì ad ottenere il suo bel distributore automatico. Un vero eldorado per le multinazionali del farmaco e della plastica che infatti non lesinarono sulla pubblicità e diedero il loro generoso contributo per combattere le malattie sessualmente trasmissibili. Le madri più previdenti presero l’abitudine di infilare la magica plastichetta nella cartella dei figli insieme al pacchetto dei fazzoletti.

Dopo questo profluvio di sana e corretta informazione il problema avrebbe dovuto finalmente avviarsi a soluzione.

E invece?

Invece dall’ultimo congresso nazionale dell’Associazione dei dermatologi ospedalieri si apprende per esempio che le malattie sessualmente trasmesse sono aumentate fino al 400%.

Proprio così. Non solo non sono state eliminate, né sono diminuite e nemmeno sono stazionarie. Sono cresciute vertiginosamente!

Hanno ripreso a cavalcare patologie che erano considerate quasi scomparse come la sifilide. In Europa i casi di gonorrea dal 2008 al 2013 sono raddoppiati. Tra le malattie batteriche si registra un’impennata delle infezioni da Chlamydia trachomatis, considerata in passato malattia rara ed ora passata al rango di diffusa; tra le virali aumentano quelle provocate da Papilloma (HPV) e le epatiti. Lungi dall’essere debellate sono le infezioni da HIV che statisticamente non accennano a diminuire, anche se se ne sente parlare di meno, semplicemente perché non fanno più notizia.

Dopo decenni di campagne a tamburo battente sul “sesso sicuro” i numeri, impietosi, presentano il conto.

Se è vero che il preservativo non è più un problema è altrettanto vero che non è la soluzione.

E se è rimasto un po’ di sale in qualche zucca, sarà forse il caso di cominciare a chiedersi che cosa non ha funzionato e perché.