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"Allontanamenti zero", un obiettivo rischioso e fuori dalla realtà

Etica
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Sull’onda emotiva suscitata dal caso di Bibbiano la Regione Piemonte  sta cercando di modificare  la normativa sugli affidamenti dei minori. 

Secondo il disegno di legge presentato dalla Giunta regionale il 60% degli allontanamenti dai genitori potrebbe essere evitato attraverso un miglioramento delle misure di sostegno alle famiglie. “Allontanamenti  zero”: è l’ambizioso obiettivo  del disegno di legge che però ha raccolto diverse critiche anche da parte delle associazioni impegnate nel settore delle adozioni e degli affidi.

In una recente intervista, pubblicata dal quotidiano Avvenire, Paolo Alimonda, successore di don Oreste Benzi alla guida dell’Associazione Giovanni XXIII, mette ben a fuoco la questione: “Non tutto nella proposta di legge è sbagliato, ma le estremizzazioni non vanno mai bene, perché non si tiene conto della vita vera e delle enormi difficoltà che comporta occuparsi delle famiglie fragili. Da una parte occorre fare un lavoro sul territorio, ovvero che lo Stato dia più sostegni economici, educativi, sportivi, ricreativi e quant'altro alla famiglia d'origine, che quando è in difficoltà va potenziata: così si fa prevenzione. Ma poi esistono casi in cui la capacità genitoriale è nulla, i piccoli sono maltrattati, picchiati, sfruttati...”

L’associazione  "Papa Giovanni XXIII", oltre a gestire in tutto il mondo 500 case di accoglienza di diverse tipologie, coordina una fitta rete di famiglie affidatarie -  presente anche a Nichelino – attraverso la quale fornisce un concreto aiuto ai minori in difficoltà .

L "allontanamenti zero" dalle famiglie di origine  non è un obiettivo perseguibile, anzi – commenta Paolo Alimonda – “è pericoloso se diventa un assoluto, magari dettato da posizioni ideologiche, molto lontane dalla realtà quotidiana. E rischia di fare di tutta l'erba un fascio: l'affido ad esempio non è un "allontanamento", è un meraviglioso sostegno temporaneo al bambino e alla famiglia d'origine, perché alla fine lui possa rientrare”. La gravità e la crescente complessità di molte situazioni rendono molte volte questo rientro difficoltoso o impossibile e proprio per questo bisogna stare molto attenti a che l’obiettivo degli  “allontanamenti zero” non diventi un pretesto per smantellare un altro pezzo di welfare.

 L'assistenza sociale – prosegue Alimonda - deve lavorare per la famiglia, non contro, utilizzare le risorse sociali del territorio, ascoltare le famiglie vicine, le insegnanti, il popolo che conosce quei genitori! E prima di arrivare all'allontanamento deve risolvere le carenze dando sostegni. Vivono in roulotte? Non gli tolgo i figli, gli do una casa popolare. Nel proposito di dare più risorse alla famiglia naturale, il progetto di legge piemontese è positivo, ma senza togliere forze al sistema sociale: non sono una contro l'altro, sono un'alleanza. Distrutta la rete sociale, per il Paese sarebbe il tracollo”.

Ciò senza nulla togliere agli orrori di Bibbiano - ove accertati – e senza chiudere gli occhi sul pericoloso accanimento contro la famiglia naturale sistematicamente portato avanti da certa politica.