17
Mar, Set
52 New Articles

"Caso Bibbiano": a galla un'ideologia che ha in odio la famiglia

Etica
Typography

Bisogna stare attenti a non fare di ogni erba un fascio, quando si parla del “caso Bibbiano”. 

E’ come per le Ong: se per qualcuna emergono zone d’ombra nei rapporti con le organizzazioni dei trafficanti di esseri umani, non è giusto che a farne le spese siano anche quelle spinte da motivi autenticamente umanitari a salvare persone in mare. O per le iniziative solidarietà: se ogni tanto saltano fuori truffe o gestioni poco trasparenti, non per questo dobbiamo rinunciare a dare una mano agli altri.    

Il rischio nel caso di Bibbiano è quello di seminare un alone di sospetto su tutto un mondo, quello dei genitori adottivi e affidatari, che invece va sostenuto e incoraggiato con riconoscenza. Perché di queste famiglie, aperte alla vera accoglienza di minori in difficoltà, c’è estremo bisogno e sempre più ce ne sarà, dato che. per richiamare un’azzeccata espressione di Papa Francesco, un po’ tutta la società è diventata un “ospedale da campo”. Un disastro, nella vita degli individui e della collettività, dove i feriti più gravi – ed anche i più indifesi – sono i bambini. Giovanissimi che vivono sulla propria pelle tutti i drammi di questa nostra “civiltà” ormai incapace di costruire legami responsabili e duraturi.  Bimbi soli e abbandonati oppure contesi, merce di scambio. Bimbi maltrattati, rifiutati, scartati.

BIMBI USATI

Che cosa è successo a Bibbiano, provincia di Reggio Emilia?

Un’inchiesta, denominata “Angeli e Demoni”, ha portato alla luce un giro illecito, un “sistema” che aveva come scopo quello di sottrarre i figli ai genitori naturali per immetterli in un circuito di affidamenti “pilotati”. Orribile lo strumento utilizzato dai servizi sociali della zona e dagli “esperti” in psicologia e dinamiche famigliari, chiamati a prestare la loro consulenza: cioè indurre falsi ricordi, manipolare la psiche dei bambini per convincerli a dire che erano stati abusati sessualmente dai genitori. Un vero e proprio “lavaggio del cervello” per spingerli ad accusare papà e mamma. Il diabolico cinismo arrivava ad impedire che i piccoli ricevessero le lettere e i regali dei genitori. In quel momento era gente con problemi, magari in difficoltà economica. Andava aiutata, invece si è ritrovata addosso il marchio infamante di “pedofili” e le hanno portato via i figli.  

Dall’inchiesta emerge un quadro impressionante di violenze psicologiche sui minori per inculcare l’idea di essere stati dimenticati dalla famiglia e che quindi  anche loro, in veste di figli, dovevano fare altrettanto: “Dobbiamo fare una cosa grossa – argomentava una psicoterapeuta in un colloquio con un suo giovane paziente  – Sai qual è? L’elaborazione del lutto... quel papà non esiste più come papà, è come fosse morto, dobbiamo fargli un funerale”.

Persino veniva usata una “macchinetta dei ricordi” (… regolamentare, per carità) che durante le sedute trasmetteva impulsi elettrici alle dita del paziente in fase di “trattamento”.

Tutto questo per lucro, certo. Il giro d’affari è stimato in diverse centinaia di migliaia di euro. Un’aura di progressismo, professionalità e rigore scientifico circondava questi “consulenti”, con i loro metodi e le loro teorie che rimbalzavano tra convegni, master e quant’alto.

Per soldi, ma non solo. Stanno venendo a galla, in questa inchiesta “Angeli e Demoni”, i tratti ideologici di un sistema e di operatori in vari ambiti  che hanno in odio la famiglia naturale e che lavorano per distruggerla, senza esclusione di colpi.

C’E’ UN PARTICOLARE

Alcuni operatori dei servizi sociali e dei “consulenti”, coinvolti nel caso di Bibbiano, sono gli stessi che un paio di decenni fa avevano scatenato la vicenda dei “diavoli della Bassa Modenese”.  

Qui accadde una cosa incredibile. Sotto l’onda di una sorta di psicosi collettiva sedici bambini, a Mirandola e a Massa Finalese, vennero sottratti dalla forza pubblica ai genitori con le accuse più infamanti. Anzi di più: questi genitori vennero accusati di far parte di una setta di satanici-pedofili, autori di ripetuti stupri e persino di efferati omicidi di bambini nei cimiteri della zona. Da notare che da quelle parti all’epoca della vicenda non c’era stata alcuna denuncia di scomparsa di minori.    

Questo terrificante scenario di orge pedofile, con fiumi di sangue e piccoli squartati, era emerso dai racconti di alcuni bimbi “in cura” ai servizi sociali. Per quanto inverosimile seguirono rinvii a giudizio, processi, condanne, ricorsi in appello e in Cassazione. Una delle madri non resse alla gogna e si suicidò. Come capo di questa setta di genitori depravati venne indicato tal don Giorgio Govoni, parroco nella Bassa Modenese, che morì letteralmente di crepacuore. Lo colse un infarto, mentre era nello studio del suo avvocato; gli aveva appena comunicato che il PM aveva chiesto 14 anni di reclusione per uno dei capi di accusa. Don Govoni fu poi totalmente scagionato e riabilitato post mortem. Tutto falso, tutto inventato, estorto con gli stessi metodi adottati a Bibbiano. Alcuni di quei bambini non rividero mai più i loro genitori; qualcuno, oggi adulto, resta convinto di aver realmente assistito a quelle scene raccapriccianti.

Danni irreparabili. Com’è possibile che questi stessi “esperti” e “consulenti” abbiano potuto agire indisturbati per altri vent’anni ed anzi passare per illuminati luminari?

E’ tipico delle ideologie costruire castelli difficilmente espugnabili, falsificare la realtà e negare le evidenze più naturali.