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Sab, Lug
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Donne in cerca di guai

Etica
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A cinquant’anni dal femminismo, da cortei, da divorzio, aborto depenalizzato, da “io sono mia” (tutte battaglie a cui, tranne l’aborto, ho aderito convinta ed entusiasta)... scopro che oggi le donne amano interagire con foto di uomini “finti”, fino regalare loro tutti i risparmi.

Hanno studiato e lavorato, anche in posti qualificati. Tuttavia alle soglie dei 50 o 60 anni queste donne si trovano alle prese con un imbroglio incredibile. E già. Il femminismo non lo hanno fatto, allora erano bambine, se lo sono trovate confezionato. Forse è per questo.

Ma veniamo ai fatti. Un individuo chiede loro l’amicizia sui social: è giovane, bello, simpatico e dice le parole giuste al momento giusto. Parole anche complesse che denotano cultura e conoscenza della psiche femminile. Loro tutte le sere cadono in una trappola che è in fondo antichissima: usare le parole per annullare la lucidità mentale e morale, per carpire beni o soldi. La trasmissione “Chi l’ha visto?” ha fatto vedere i volti e le confessioni di queste donne.

Dopo mesi di quotidiano melenso chiacchierare d’amore arriva la tragedia: “mio figlio è prigioniero dell’Isis” o “mi hanno rubato il bancomat, devo pagare la multiproprietà e non posso farlo” o “mia mamma è gravemente malata” e dall’Italia partono mille o anche trentacinquemila euro di aiuto per questi fantomatici uomini innamorati di donne più o meno attempate.

Continua a stupirmi che donne intelligenti ed anche colte abbiano bisogno di questa droga quotidiana da uomini che non vedono. I social permettono a tutti di “pubblicare” e questo è il movente di base. Tutti divi, come nei giornali scandalistici, con servizi fotografici al mare, in costume, con i figli mentre fanno i compiti, le torte, i cani, gatti ecc. La mia vicina di casa e Barbara d’Urso hanno le stesse possibilità. Tutti divi e tutti opinionisti. “Ho scritto quello che pensavo sui social”.

Una strana democrazia del passaparola che abbassa la democrazia vera, perché il Parlamento ormai è una forma “antica” della politica. La politica oggi si fa con i messaggi quotidiani su twitter e facebook.

Le donne volevano conquistare il mondo nel ’68 e adesso invece sono loro che pagano. Tutto è pubblicabile sui social, ma qui possono nascere e diffondersi truffe gigantesche per ingannare ed estorcere soldi. Le donne che ci sono cascate tacevano e si vergognavano. Se andavano dai Carabinieri si sentivano dire: “Eh signora, l’ha fatto di sua volontà”. E la cosa è drammaticamente vera. In altri casi le foto erano “rubate”, cioè utilizzate per finalità diverse da quelle per cui erano state scattate: nuotate, feste di compleanno, foto con i figli, in palestra, foto in abbigliamento intimo.

Il punto però è lo stesso: cosa spinge le persone a mettere in rete la propria quotidianità? Il fenomeno è molto più diffuso di quanto si pensi. Qui a Nichelino qualche conoscente mi ha confermato di aver ricevuto su facebook richieste di amicizia da sconosciuti “belli ma lontani”. Qualcuna si è chiesta perché, altre sono andate avanti ammettendo che era una specie di piacevole droga: “tutte le sere aprivo e vedevo dei messaggi”.

Dopo cinquant’anni di “femminismo” è questa la situazione. Forse le donne vogliono proprio “uomini finti” che eroghino complimenti come macchine. Vita in comune, assistenza e anche il sesso sono elementi di “impegno” che pesano, abitudini in contrasto con un certo tipo di vita “da sogno” che si vorrebbe. Forse anche per questo le coppie reali “scoppiano”. Non si sopporta più la fatica della quotidianità.

Renata Vaschetto