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Lun, Ago
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Il brutto di internet

Etica
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Ecco qualche esempio di uso distorto e pericoloso del web

Echo-chamber

Letteralmente significa “camera dell’eco”. Consiste in una modalità di utilizzo del web, e soprattutto dei social, che si sta diffondendo sempre di più. Paradossalmente contraddice quell’apertura globale che aveva fatto la fortuna della rete in questi suoi primi decenni di vita.

In pratica il fenomeno dell’eco-chamber indica il formarsi di gruppi isolati che condividono le informazioni soltanto al proprio interno, con altre persone che la pensano allo stesso modo. Si creano così delle vere e proprie “bolle”, nella presunzione di utilizzare il web come cassa di risonanza per le proprie idee e in realtà finendo per parlarsi addosso.

La quantità di informazioni disponibile in internet è praticamente illimitata, così come è impossibile seguirle e gestirle tutte. Ragion per cui tutti, chi più chi meno, tendono a seguire le stesse fonti, gli stessi siti e gli stessi blog, in cerca di conferme delle proprie opinioni. Un po’ come chi leggeva sempre e solo lo stesso giornale. Il guaio è che, portata all’eccesso, questa tendenza crea gruppi chiusi ed isolati, terreno fertile per campagne d’odio e cyberbullismo.

Selfie estremo

La mania di scattare e condividere selfie ha provocato anche numerose tragedie. Tra i giovani è invalsa l’abitudine di fotografarsi e filmarsi in situazioni anomale e talvolta di pericolo (sul bordo di un precipizio, in cima a una gru, mentre arriva il treno…) per gioco, sfida, incoscienza.

Una delle ultime trovate è il Bird Box Challenge, un “passatempo” a cavallo tra la mosca cieca e la roulette russa che consiste nel girare bendati in mezzo al traffico, mentre un amico riprende la scena.

You Tube ha fatto sapere che l’anno scorso, anche per evitare fenomeni di emulazione, ha rimosso 10 milioni di video amatoriali in cui i protagonisti mettevano a repentaglio la propria vita o quella di altre persone. Censura? Chiamiamola piuttosto normale buonsenso.

10-years

Almeno all’apparenza 10-Years Challenge è un innocuo e persino simpatico giochetto. Si tratta di postare su Facebook o Instagram due foto di se stessi, scattate a dieci anni di distanza l’una dall’altra per far vedere quali sono stati i cambiamenti.

Da qualche tempo però circola insistentemente la notizia che in realtà 10-Years Challenge sia stato diffuso ed alimentato ad arte dagli stessi giganti del web come espediente per acquisire le immagini dei volti e i dati biometrici di milioni di individui, al fine di sviluppare nuovi sistemi di riconoscimento facciale e di intelligenza artificiale.

Facebook e Instagram continuano a smentire e sostengono che si tratti di una fake news.

Certo è che non abbiamo idea e non siamo coscienti di quante informazioni sui nostri comportamenti, abitudini e opinioni quotidianamente mettiamo a disposizione della rete e delle sempre più sofisticate tecniche di profilazione. Nella migliore delle ipotesi questi dati sono utilizzati per scopi commerciali e pubblicitari, con buona pace di tutti i garanti della privacy.