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Gio, Giu
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Bollette gas, il sapore della beffa

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Altro che risparmi dal mercato libero, migliaia di utenti di Enel Energia, soprattutto nel nord Italia (Nichelino non fa eccezione), sono sobbalzati dalla sedia,

quando hanno letto la bolletta del gas relativa ai consumi dello scorso inverno.

Rispetto alla stagione precedente prezzi triplicati o anche più: l’Enel dice che è tutto regolare e che gli aumenti erano stati comunicati a tempo debito. Sarà pure, ma è arrivata una valanga di lamentele e pare strano che tutti questi clienti siano una massa di distratti. Fatto sta che l’autorità antitrust ha chiesto chiarimenti all’Enel per vedere se sussistono i presupposti di pratica commerciale scorretta per quanto riguarda le modalità di comunicazione degli aumenti del prezzo del gas e di tacito rinnovo di contratti scaduti. L’istruttoria è partita in seguito alle segnalazioni “di singoli consumatori e microimprese che lamentano di aver ricevuto, in occasione dei cicli di fatturazione relativi al quadrimestre ottobre 2023 - gennaio 2024, bollette recanti un significativo incremento del prezzo delle forniture di gas e di energia elettrica rispetto a quelle riferite allo stesso arco temporale nell'anno precedente", si legge in un comunicato dell’autorità. “I segnalanti rappresentano, oltre alla difficoltà di sostenere esborsi quadruplicati o quintuplicati rispetto al passato, di non aver ricevuto alcuna informazione preventiva in forma scritta (via posta elettronica o cartacea), da parte di Enel Energia, in ordine al rinnovo contrattuale e di non aver potuto, pertanto, esercitare il diritto di recesso, né scegliere un diverso fornitore di energia. Alcuni utenti riferiscono di ricevere regolarmente le fatture tramite email (o sull'app), ma di non aver ricevuto alcuna comunicazione di rinnovo delle condizioni economiche tramite i predetti canali e di aver trovato casualmente nello spam una email, proveniente da Enel Energia, alla quale era allegata la comunicazione di rinnovo, a seguito della scadenza, delle condizioni economiche di fornitura".

Enel sembra cadere dalle nuvole e sostiene di “aver sempre agito nel pieno rispetto della normativa primaria e di settore, nonché della disciplina contrattuale''.

È vero, siamo inondati da messaggi promozionali, pubblicità dei vari operatori di luce e gas e fiumi di email (alcune finiscono automaticamente nello spam, cioè nel cestino digitale), per cui non c’è da stupirsi se ogni tanto all’utente sfuggono comunicazioni importanti. Peraltro anche quelle cartacee, specialmente se inviate in forma massiva, non sempre arrivano a destinazione. Tuttavia non è la prima volta che Enel - e come lei altre società del settore - hanno un rapporto, diciamo opaco, con la clientela. Sempre pronti a promettere mirabolanti vantaggi economici ai nuovi potenziali clienti o a magnificare fantastici concorsi a premi, le stesse compagnie diventano improvvisamente criptiche e avare di informazioni, quando si tratta di comunicare aumenti o “modifiche unilaterali del contratto”.

Termine caro anche a banche e assicurazioni, la “modifica unilaterale”, ammesso che si riesca a capire in cosa consista, scatta indipendentemente dalla volontà dell’altro contraente.

Ah, almeno saperlo...! Di modo che si abbia la possibilità recedere dal contratto, rimetterci tempo e soldi per cercare qualcun altro e avere la libertà di ritrovarsi tra un po’ di mesi allo stesso punto…

Ma con la crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina non era stato varato tutto un pacchetto di misure per contenere gli aumenti di luce e gas? Pare – ma in materia non è facile capirci qualcosa – che queste misure, così come erano state varate, con il favore dell’estate e delle ferie siano state anche revocate. Il pacchetto è comunque arrivato, ma non quello sperato.

Stiamo a vedere cosa deciderà l’antitrust.

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