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Mar, Nov
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Giovanni Deva, lo sport non conosce barriere

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 “Faccio sport, sono un diversamente abile, come si dice adesso,

in realtà sono un invalido dalla nascita per una conseguenza del parto con forcipe che mi ha leso un braccio. Lo sport l’ho sempre fatto, l’ho iniziato a praticare nell’ oratorio di Santa Maria della Scala a Moncalieri dove abitavo, a Moncalieri con don Pierino… allora si facevano i giochi della gioventù parrocchiali e lì è iniziata la passione per il lancio del peso. Dopo di ché ho lasciato perdere, come tutti i bambini ho iniziato a giocare a calcio, ma poi ho mollato anche quello perché quando uno è scarso è scarso … poi un giorno, guardando le Paralimpiadi mi sono detto perché non riprovarci?”. Si presenta così Giovanni Deva, classe 1964, che tra il lavoro di amministrativo presso ASL TO5 di Moncalieri e gli impegni famigliari come marito di Maria e papà del sedicenne Edoardo, trova il tempo di allenarsi e girare l’Italia per gareggiare nei lanci, peso e disco.

La sua è una storia di determinazione e tenacia: “Ho iniziato praticamente tre anni fa con la Pegaso, una società di Asti, per la quale ho gareggiato poco perché ero da solo a girare l’Italia per far gare. Ma non mi piaceva perché secondo me gli sport atletici alla fine li fai per stare con il gruppo. Poi durante una vacanza in Sicilia ho partecipato a un meeting societario di Ragusa e lì ho conosciuto Gino Iacono, che è il presidente della società Handy Sport Ragusa per cui gareggio tuttora”.

Una persona che vive a Nichelino gareggia per una società siciliano, per lo meno curioso … “Mi ha colpito molto la figura di quest’uomo, sposato con una persona diversamente abile, che è 35 anni che segue questa attività cercando di attirare i giovani in una realtà difficile come quella siciliana. In realtà poi non è tanto diversa dalla nostra perché qui a Nichelino, che mi risulti, non ci sono società sportive che si occupano di fare sport per persone con handicap. A Torino come atletica purtroppo non c’è niente, ho la fortuna di allenarmi con un tecnico del Cus Torino, in via Panetti, che mi segue quando riesco a trovare il tempo tra impegni lavorativi e familiari e poi, insomma, a 57 anni vado quando posso”.

Però non riesce a fare a meno della competizione… “Sì, è un piacere condividere con altre persone lo sport e poi quando mi ritrovo a girare l’Italia a far gare magicamente il mondo dei disabili non è più un mondo a sé stante. Quando ti ritrovi tutti insieme la disabilità non la vedi, vedi solo dei ragazzi che hanno tanta voglia di fare sport e si mettono in gioco. Far sport è bello, ma è bello condividere il tempo con le persone che hanno le stesse problematiche. Le specialità di gara sono divise in base alla patologia di disabilità (stabilita da una commissione medico legale), ci sono diverse categorie, io appartengo alla F24. I miei record? Lancio del disco 19,91 metri mentre nel peso ho un personale di m.7,26 che è abbastanza scarso, diciamo la verità. Come società sportiva Handy Sport Ragusa, con il gruppo maschile a livello nazionale siamo arrivati secondi e le donne prime sia negli assoluti che nel promozionale.”

Più delle gare e dell’impegno personale c’è una cosa, anzi due, che a Giovanni Deva preme comunicare. “Lancio un appello soprattutto ai genitori, perché parlo da genitore e a volte si ha la paura di mettere in gioco i propri figli. Chi è disabile viene visto come un ragazzo da tenere sotto un guscio, protetto… invece secondo me i genitori dovrebbero avere più coraggio. Solo facendo così riusciranno a capire come è il mondo reale. Poi mi dispiace che a Nichelino non ci sia la possibilità di praticare atletica e spero che questa possa essere l’occasione buona per creare un Handy Sport Nichelino, magari all’inizio appoggiandoci agli amici ragusani. Io sono a disposizione (tel.331.1392875),  mi rivolgo alle società sportive, alle associazioni e alle parrocchie per mettere su qualcosa utilizzando le strutture esistenti in città”.

Giampaolo Flori