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Elena Zaniol, campionessa di Drift

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Ventisei anni, ma già una bella fetta di carriera e di successi alle spalle. Elena Zaniol l’avevamo lasciata un paio di anni fa

con il titolo di campionessa europea donne di drift “… dove mi sono confrontata con donne di un livello ed una professionalità altissimi”. Ora la sua carriera in campo automobilistico è in continua crescita ed evoluzione. Un mesetto fa è arrivata l’ennesima soddisfazione sportiva: “Il podio l’ho conquistato nella finale del campionato italiano nella categoria under 28 che è una categoria mista, uomini e donne. Anche se sono arrivata terza per me questo è stato un grande podio, perché comunque confrontarsi con degli uomini  è stata una grande gioia. Tra l’altro – sorride – non mi sono presentata sul podio, perché da Battipaglia dovevo spostarmi a Pavia perché insegno. Faccio l’istruttore di drift, sono dovuta partire subito e così non sono riuscita a ritirare il premio di persona”.

Il drift o drifting si corre quasi sempre su pista o in piazzali chiusi. Le gare si basano sull’abilità di guida e sulla capacità di controllare le traiettorie del veicolo in sbandata. Il punteggio finale non è determinato dal tempo, ma dalla valutazione di una giuria di esperti.

Questa specialità automobilistica però non sembra molto conosciuta dal grande pubblico, anche se le gare sono molto seguite: “Uno degli obiettivi che mi sono preposta in questi anni, considerata anche la mia crescita anche a livello mediatico, è quello di cercare di farlo conoscere il più possibile nell’ambito professionale. Alle volte il drift è sottovalutato e molte persone non capiscono che è una disciplina a tutti gli effetti. Ci sono delle regole, non è entrare nel piazzale, tirare il freno a mano e fare due sgommate. La passione è nata tutta per gioco nel senso che io inizialmente non avevo mai pensato di diventare un pilota; lavorando per il Team Daba mi hanno incluso in questa disciplina quando il proprietario del team ha visto che ero portata e pian pianino sono andata avanti ad allenarmi”.

Elena Zaniol corre appunto per il Team Daba di Sciolze: “La mia macchina da corsa personale è una Nissan 350Z, ma non l’ho utilizzata in questo campionato perché stiamo facendo delle modifiche con un motore mai utilizzato nel campo del drift. Ora ho utilizzato una 350Z che ha uno swap di Maserati, un motore di 4700cc da 8 cilindri”.

Dove si tengono principalmente le gare di drift?

Corriamo in tutto il Paese, spesso nel sud Italia. Appena finite le restrizioni Covid ho partecipato a due manifestazioni bellissime, una a Cassano delle Murge e l’altra ad Ugento. Quest’anno il campionato italiano si è disputato tra Battipaglia, intorno a Roma e nel frusinate. Chiaramente i costi sono molto elevati tra spese di trasferta, officina, consumi, assistenza e così anche gli allenamenti sono limitati, proprio per motivi di costi, diciamo che vado in pista una volta al mese”.

Consiglierebbe ad una ragazza di fare questo sport? 

Assolutamente sì, un altro dei miei obiettivi è quello di cercare di eliminare completamente questi stereotipi, soprattutto nel mondo del motorsport perché, parliamoci chiaro, se è vero che il pilota è importante, conta molto la macchina e ad un certo livello non c’è questo gap tra donne e uomini. Se una donna se la sente, perché no? Bisogna sempre rincorrere i propri sogni”.

Le prossime gare? “Vedremo di puntare in alto e di partecipare al campionato europeo, sia nelle categorie femminili sia nella categoria mista, magari anche nel campionato italiano, ma tutto dipenderà dal budget a disposizione. Stiamo organizzando una manifestazione a Pavia e ci piacerebbe portare il drift anche a Nichelino come show a livello professionale”.

Intanto qualche giorno fa Elena Zaniol ha conquistato un altro successo: primo posto nella categoria Pro  nell’ultima giornata di campionato ACSI Drift National Series che si è disputata a Montichiari provincia di Brescia, una vittoria che vale doppio considerato il diluvio che imperversava sul campo di gara e un’auto veramente difficile da domare in quelle condizioni.

G. Flori