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La passione per le bocce lo ha portato fino in Cina

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Enrico Birolo, 52 anni (a destra nella foto), è un campione delle bocce con un palmarès di prim’ordine:
2 Titoli italiani, 7 Scudetti, 7 Coppe Europa, 6 Coppe Italia. Dal febbraio di quest’anno è anche il selezionatore della nazionale senior e under maschile e vice selezionatore della squadra femminile, in pratica il Ct della nazionale italiana di bocce.

Qui gli azzurri, a differenza che nel calcio, ultimamente stanno andando alle grande e per il commissario tecnico la stagione non è stata avara di soddisfazioni. Al campionato del mondo, che si è svolto a fine ottobre in Cina, hanno portato a casa tre medaglie d'oro, quattro di argento e tre di bronzo. Un gran bel bottino: in pratica c’erano tredici podi a disposizione nelle varie specialità bocce volo e loro sono riusciti a salire su dieci.

Ai campionati del mondo di Jiaxing (una “piccola” città cinese con tre milioni di abitanti) erano presenti le squadre di una ventina di nazioni e l’Italia ha fatto decisamente bella figura. Nel femminile Caterina Venturini ha vinto l’oro iridato individuale battendo in finale l’argentina Romina Bolatti. Nella staffetta è arrivato l’argento di coppia per Serena Traversa e Gaia Falconieri; nel tiro di precisione e nel combinato il bronzo di Caterina Venturini e di Serena Traversa.

Nel campionato maschile è salito sul gradino più alto del podio il veneto Giacomo Ormellese che sul filo di lana ha prevalso sul francese Belay, chiudendo sul punteggio di 22-20. I fratelli Matteo e Simone Mana, piemontesi di Centallo, hanno dovuto “accontentarsi” dell’argento nella staffetta (finale combattutissima, persa allo spareggio contro i croati Nacinovic-Cubela) e nel tiro progressivo. Il terzo titolo iridato per gli italiani è arrivato negli Under 18, grazie a Emanuele Soggetti e Gabriele Graziano che con un tiro fantastico ha firmato il pallino decisivo.

Insomma, per il neo Ct Enrico Birolo l’esordio è stato altamente positivo, se si aggiunge che ai campionati europei, disputatisi a settembre ad Alassio, gli atleti della nazionale italiana si erano aggiudicati sei titoli.

Enrico ha iniziato a giocare bocce da bambino, sulle orme del nonno e del papà e sui campi di Nichelino dove è cresciuto e dove continua ad abitare. Adesso gioca nella squadra B.R.B. di Ivrea che manco a dirlo quest’anno ha vinto lo scudetto. Chi l’avrebbe mai detto che questa sua passione lo avrebbe portato un giorno fino in Cina, alla guida della nazionale italiana. “Una trasferta impegnativa non proprio dietro l’angolo – racconta - Qui è tutto proporzionato alla vastità del territorio e della popolazione. I campionati mondiali erano allestiti negli impianti sportivi di un college che ospita 9.000 studenti!”

E così anche in Cina giocano a bocce?

“I cinesi hanno scoperto da poco questo sport, ma stanno lavorando molto bene, anche in questo campo vale la legge dei grandi numeri”.

L’impegno delle federazioni con maggiore tradizione, tra cui quella italiana, è di portare le bocce alle Olimpiadi di Parigi 2024 nelle tre specialità principali (raffa,volo, petanque). Gioco, aggregazione, passatempo con gli amici: questo sta nell’immaginario collettivo, le bocce però a livello agonistico richiedono coordinamento nei movimenti, costante allenamento e una buona dose di preparazione atletica. Una partita può durare anche dieci ore e in questo arco di tempo si deve lanciare a ripetizione una boccia da un chilo a più di venti metri senza perdere la concentrazione. Roba per sportivi veri.

Se fino a qualche anno fa non c’era paese senza bocciofila, in Italia nell’ultimo decennio si è registrato un calo di affezionati. Sarà che i giovani preferiscono i videogiochi, tant’è che stanno abbandonando anche il pallone. “Stiamo cercando di recuperare; quest’anno abbiamo presentato un progetto per le scuole che ha raccolto un alto numero di adesioni, speriamo di riuscire a coinvolgere tanti ragazzi”, spiega Enrico Birolo. Superata l’età della cinquantina, l’attività agonistica sta cedendo il passo all’impegno nella F.I.B, la Federazione Italiana Bocce, di cui è responsabile tecnico per il Piemonte. Sempre animato dalla stessa passione, dalle Alpi alla Cina, anche adesso che è diventato Ct.