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Videogiochi verso le Olimpiadi?

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Per chi, come molti della generazioni degli anni ’60, si cimentava con gli Space Invaders

e gli sembrava veramente di combattere da solo contro gli alieni c’è da rimanere basiti. Perché a quei tempi era l’alternativa moderna al flipper ed al calcio-balilla: con 100 lire si giocava una partita al videogioco del bar. I più fortunati ci potevano giocare a casa con le prime consolle della Mattel o dell’Atari o sui personal computer Commodore. Come si poteva pensare che neanche quarant’anni dopo quello che sembrava un passatempo nuovo e divertente avrebbe cambiato lentamente le regole dello stare insieme? Addirittura sarebbe diventato per qualcuno un lavoro. Ben remunerato. A volte con montepremi a 6 zeri.

Una vera e propria rivoluzione quella degli e-Sport, gli sport elettronici, cioè i vecchi e nuovi videogiochi da pc e tastiera o consolle con joystick e pad, fino ad arrivare al mondo mobile con i cosiddetti touch e-sport e gli smartphone, assunti a livello competitivo organizzato e professionistico. C’è tutto un mondo fatto di tornei multiplayer o a giocatore singolo; la sfida, come sempre, è ottenere il miglior punteggio. Ci si sfida in giochi di calcio e guida, giochi strategici e di carte, battaglie, sparatutto. Gli adepti del settore, che siano semplici amatori o professionisti, conoscono tutto di giochi e tornei. Tornei che possono essere online o veri propri contest dal vivo. Tra questi, i veri e propri campionati a livello planetario come Electronics Sport World Cup e il World Cyber Games, tanto per citarne due: insomma, delle vere e proprio coppe del mondo per video-giocatori con tanto di federazioni, arbitri, commentatori, dirette televisive, pubblico e tifosi, nonché montepremi e medaglie. Per rendersi bene conto del fenomeno basta andare sul web e scrivere e-Sport su un qualsiasi motore di ricerca: vedere per credere. Community, blog, siti monotematici, notizie e academy la fanno da padrone. Per non parlare dei tornei: cliccate su www.gec.gg, giusto per vedere quanti tornei ci sono in giro per il Belpaese. Torino poi è stata la prima città italiana che ha visto aprire i battenti di un e-Sport Bar, il MOBA di via Cibrario, dal 2015 un vero e proprio luogo cult, ma soprattutto un bel posto in cui giocare per tutti gli appassionati.

C’è da chiedersi se ha ancora un senso fare domande del tipo: come mai i ragazzi passano sempre più tempo con i videogiochi invece che correre dietro a un pallone o praticare sport in palestra e all'aperto?

Il CIO, Comitato Olimpico internazionale, ha ammesso gli e-Sport tra le discipline ufficiali: praticamente i videogiochi sono diventati veri e propri sport, con un costante ed esponenziale crescita di appassionati. Si calcola che gli e-Sport raggiungano 150 milioni di persone e che il giro di affari vada oltre i 500 milioni di euro. La fetta che riguarda l’Italia è consistente: si stima, secondo il rapporto Eurispes, che il mercato degli e -Sport valga intorno ai 14 milioni di euro. Nel febbraio scorso è iniziato il primo campionato E-Sport italiano riconosciuto dal Coni: un racing-game che parte da un simulatore di guida. Motori o calcio: le passioni di noi italiani. La Finlandia, bontà sua, si è spinta a classificare gli e-Sport come sport tradizionale. Qualche resistenza, all’interno del Comitato Olimpico rimane ed il dibattito sul sì definitivo agli sports elettronici si fa sempre più accesso. Probabilmente alla prossima kermesse olimpica gli e-Sport saranno introdotti come eventi dimostrativi, mentre sembra unanime il no ai videogiochi violenti e discriminatori, in quanto contrari a principi e valori olimpici.

Le Olimpiadi di Parigi del 2024 saranno o no le prime a premiare con una medaglia olimpica il vincitore di una gara di e-Sport? Perché i professionisti dei videogiochi sono veri e propri atleti da tastiera, con tanto di intensa preparazione fisica e mentale. Magari, anzi sicuramente, lontani dai maratoneti e discoboli dell’antica Grecia, dal tedoforo che accendeva il fuoco nel tempio di Olimpia. Così come del resto sono lontani le stars alla Usain Bolt, i campioni dell’NBA prestati all’Olimpiade e i calciatori miliardari.