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Il "gelataio di Nichelino" ha dispensato gioia e dolcezza

Persone e anniversari
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Il 30 dicembre 2023, dopo poco più di un anno di dura lotta in seguito ad un pesante ictus, si è spento Filippo Beraldi, classe 1942, il “gelataio di Nichelino”, un’istituzione per intere generazioni, che nel 1985 aveva creato Il Gelatone di via Cuneo.

Persona buona, generosa, marito, genitore, suocero, nonno amorevole, grandissimo lavoratore con un’esistenza esemplare, non si lamentava mai di nulla e non faceva mai mancare il suo bel sorriso e la sua allegria contagiosa.

Da ragazzo si era trasferito nel nord Italia dalla provincia di Cosenza dov’era nato, prima a Milano e poi a Torino, e dopo diversi anni di pericolosi viaggi con un lavoro da camionista aveva letteralmente iniziato a distribuire dolcezza ai nichelinesi, quando aveva aperto la famosa gelateria.

Prima che la salute lo mettesse a dura prova, non aveva mai mancato di trascorrere ancora ore nel suo laboratorio, quotidianamente, supportando sempre le sue amate figlie, Isabella e Gabriella, che hanno lavorato al suo fianco fin da ragazzine e alle quali da qualche anno aveva passato il testimone nella gestione della gelateria.

Fino all’ultimo ha coccolato i suoi amati nipoti e ha accudito la sua amata moglie, Silvana, con cui formava una coppia di altri tempi, veramente in simbiosi, sempre al suo fianco, anche al lavoro. 

Sono convinto che Filippo mancherà a tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo, perché ognuno di noi ha legami fortissimi con i propri cari e ognuno di noi vive con estrema tristezza la loro perdita, ma Filippo era letteralmente persona del popolo. Sono state anche molte le volte che l’ho visto donare il suo buon prodotto, che ha sempre creato con estrema cura, a persone che sapeva non potessero permetterselo.

Era grato alla vita, aveva creato lavoro per tutta la famiglia e sovente diceva che doveva essere grato a tutti i clienti che nei decenni non l’avevano mai abbandonato.

Quando talvolta i fornitori gli proponevano tecniche e prodotti per ridurre notevolmente tempi e costi di produzione, a scapito della genuinità, si irritava non poco, perché diceva che lui “non avrebbe mai tradito i propri clienti”. Non avrebbe mai lucrato sulla salute delle persone, per faticare meno e guadagnare di più, e infatti ho avuto modo personalmente di conoscere clienti che ha servito quand’erano bambini e ora tornavano a trovarlo da genitori, in alcuni casi addirittura già da giovani nonni, per far assaggiare il suo gelato ai neonati.

Nel tempo lui poteva essersi tolto qualche piccola soddisfazione economica, dopo tanti sacrifici, ma in famiglia si raccomandava di rimanere sempre umili, perché diceva di non dimenticare mai che bisogna avere rispetto per tutti, perché l’esistenza di un’attività commerciale dipendeva non solo dalla qualità del prodotto, ma soprattutto dalla fedeltà clienti.

Filippo mancherà a tutti noi: in questo anno di grave malattia molte persone mi hanno chiesto notizie sulle sue condizioni, dicendomi di non credere al fatto che potesse star male, perché l’avevano visto in forma e sorridente fino al giorno prima. Ma questa è la vita, nessuno di noi purtroppo può evitare queste sofferenze, anche se ci sono persone che per varie circostanze lasciano il segno più di altre e sono certo che fosse una di queste Filippo, che per me era come un secondo padre, da quando sposando una sua figlia mi aveva accolto in famiglia e ancor di più da quando avevo perso il mio,

Sono anche convinto che nel suo nuovo viaggio non mancherà di continuare a distribuire dolcezza, che con gran golosità non ha mai mancato di mangiare in prima persona, anche quando l’età non gli consentiva più di abusarne. Non potrò dimenticare mai tutte le volte che in famiglia gli si diceva di non esagerare, di consumare gelati più piccoli, e lui sorridendo gonfiava le guance e con le mani ti mostrava la grande sagoma del gelato che si stava apprestando a preparare per mangiarselo con la golosità di un eterno fanciullo. D’altro canto la sua creazione l’aveva chiamata “Il Gelatone”mica per niente, il cono lo voleva bello grosso, come il suo cuore!

Ciao Filippo, grazie di tutto, cercheremo di contraccambiare il tanto amore che ci hai sempre donato, ricordandoti con orgoglio e altrettanto amore!

Lorenzo Giorda