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Dom, Ago
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Ël panaté d'la Crosiera

Persone e anniversari
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Uno dei profumi più buoni e certamente il più santo è quello del Pane caldo appena sfornato.

Scriveva Louis Bromfield che “il pane è il re della tavola e tutto il resto è solo la corte che lo circonda”.

La famiglia Boccardo da ben oltre tre generazioni gode di questo privilegio: assaporare tutti i giorni di questo profumo fantastico e di far sì che tante famiglie abbiano questo “re della tavola”. E sì, il signor Giuseppe soprannominato “Sergent” con i suoi 94 anni che compirà a dicembre, sembra veramente un giovanotto con fisico integro e mente attenta e precisa. Se andate a Santo Stefano al mare, dove lui passa le vacanze, chiedete a quelli della bocciofila e tutti vi descriveranno le sue grandi capacità in merito, ancora attuali.

Il panificio storico di via dei Martiri esiste ininterrottamente dal gennaio del 1947, Giuseppe lo gestì con la sua indimenticabile moglie Margherita e sua suocera Angelina. Mi ricordo sempre che quando andavo in quella bella scuola della Crociera (Silvio Pellico), che ora non c' è più, passando davanti al negozio di Boccardo mi compravo quasi sempre il “Mignin” che era la merendina dei bambini degli anni Cinquanta. Ora il panificio è gestito dal figlio Roberto: persona buona e generosa e da sua moglie Pierina con una gentilezza veramente squisita. Anche nel periodo della pandemia la loro bottega è stata un importante punto di riferimento per tutto il quartiere. E già ci sono i loro figli Filippo e Simone che con la loro giovinezza e intelligenza hanno portato interessanti varietà innovative nella panificazione. Comunque, nonostante il grande lavoro che comporta un panificio, anche lo sport è rimasto nel loro DNA. Roberto per oltre 13 anni è stato istruttore della scuola calcio del Torino; Filippo fa l'allenatore dei giovani; Simone gioca in Eccellenza e oltre il lavoro e lo sport è anche impegnato con l'Università nella facoltà di Farmacia. La vita è come il Pane: col passare del tempo diventa sempre più dura, ma quanto meno ne resta tanto più la si apprezza.

Mario Goffo