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Dom, Ott
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Cinque generazioni con nonna Dobrilla

Persone e anniversari
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Seduta sul divano del suo grazioso alloggio nel centro di Nichelino, dove  risiede dal 2000, dall’alto dei suoi 95
anni nonna Dobrilla racconta la storia della sua vita come se fosse un romanzo. Una storia di famiglia composta da tanti personaggi se si considera che a dicembre è diventata trisnonna di Tommaso.

Dobrilla Ballarini (è questo il suo nome all’anagrafe, mentre in chiesa è stata battezzata Romana) è nata a Rivà in provincia di Rovigo, nel Basso Polesine, il 3 aprile 1922.

«Mia mamma aveva sposato un vedovo con tre bambini e dalla loro unione sono nati altri quattro figli, in totale cinque maschi e due femmine, mia sorella Tisbe ed io. Tra fratelli ci volevamo bene e d’estate andavamo a fare il bagno nel Po - racconta - A 19 anni mi sono sposata con Domenico Lionello che aveva dieci anni più di me ed era un bell’uomo, ci siamo conosciuti al Paese e abbiamo avuto due figlie, Giulietta ed Elvira, che purtroppo è mancata poco più che cinquantenne lo stesso anno in cui se n’è andato mio marito. Lidia, figlia di Elvira, ha poi dato alla luce Roberta, che il 2 dicembre scorso è diventata mamma del piccolo Tommaso».

Lucidi in lei sono i ricordi del secondo conflitto mondiale: «Durante la guerra i soldati ci requisivano la farina. Ricordo tanti morti nel fiume, un giovane militare che veniva a trovare mia mamma cercando un po’ di calore familiare, i tedeschi che hanno alzato le chiuse allagando tutti i campi. Mio marito è andato in guerra, poi è riuscito a scappare da Roma, indossando gli indumenti che la gente buttava dalla finestra. Noi avevamo una piccola casetta e il cibo non ci mancava, avevamo tutto compresa la carne».

Un evento tragico ha segnato la vita della super-nonna. «Dopo l’alluvione del Po del 1951 eravamo rimasti senza casa – ricorda – così mio marito ha trovato lavoro a Torino e nel 1955 ci siamo stabiliti in Piemonte, il primo anno a San Mauro e poi a Torino nella zona di corso Potenza sotto la parrocchia del Cottolengo. All’età di soli 42 anni sono diventata nonna e ho guardato nipoti e pronipoti».

Quali sono i suoi hobby preferiti? «Ho lavorato tanto a uncinetto e mi piaceva leggere». Ora che una maculopatia le sta rendendo difficile dedicarsi alle sue passioni, trascorre le giornate in compagnia della figlia Giulietta: «Tutte le sere ascolto la Messa su Radio Nichelino Comunità e diciamo il rosario».

Il segreto per una vita lunga? «Con mio marito ballavamo tantissimo. Cantavamo nel coro della parrocchia. Quando è andato in pensione abbiamo fatto diversi viaggi, il primo un pellegrinaggio a Lourdes con l’apparecchio, è stato il mio primo viaggio in aereo ed ero entusiasta, poi siamo stati a Palma di Maiorca e in Grecia».

Cristina Ariaudo