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Dom, Ott
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Adriano Sporta, in arte Hodny

Persone e anniversari
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Scrive e canta testi rap, all’inizio il nome d’arte era Dcspot e poi con un amico di Napoli ha creato i Deomad. Con lui ha vinto i primi contest
e si è aggiudicato le prime produzioni di livello. “Ci siamo divisi dopo circa un anno senza un reale motivo, scelte di vita diverse”, ricorda. Adesso c’è Hodny, ossia Adriano Sporta.

Come e dove è iniziato il tutto?

Bella domanda, tutto ebbe inizio sei anni fa. Scrivere era semplicemente uno sfogo e mai avrei pensato di registrare brani. Una persona importantissima invece mi stimolava tutti i giorni a farlo. Questa ragazza ora non c’è più. Esattamente una settimana dopo la sua scomparsa andai al Rabbit House Studio a registrare la mia prima canzone “Ombra indelebile”. Dopodiché una serie di circostanze hanno fatto sì che ora sono qui a parlare di musica con te.

Perché Hodny?

Hodny significa “Bravo ragazzo”. Ho scelto questo nome dopo aver visitato Praga, dove risiede una delle tifoserie più violente d'Europa. Una sera di ritorno da Josefov incrociai gli Hooligans e notai dietro la felpa di uno di loro proprio la scritta "Hodny”. Sostavano davanti alla biglietteria della società e bevevano litri di birra, pronti alla battaglia. Mai ti aspetteresti di trovare un ambiente simile dentro una città così magica: la piazza dell'orologio, ponte Carlo, il vicolo d'oro, il castello, piazza San Venceslao. Questo è Hodny. Calmo a vedersi, ma con la guerra dentro.

Adriano Sporta si può definire un artista di strada?

In realtà per niente. Da ragazzino ho vissuto la strada, “ho visto amici rovinarsi per un tiro di coca” (n.d.r dal testo di “Voliamo”, freestyle uscito poco tempo fa) e tanto altro. Ho fatto le mie cazzate ma adesso dirigo una vita normalissima. Lavoro, sto con la famiglia, esco con gli amici e registro i miei pezzi all’RKH music di Torino. Non per forza chi scrive il mio genere deve condurre una vita da gangstar. Ahahah…

Cos'è hip Hop per te?

E’ una pedina importante. Mi tira su quando sono demotivato. Mi fa ballare quando sono felice. Sfogare quando sono arrabbiato. E’ importantissimo e mi aiuta a vivere meglio; impossibile che io passi una giornata senza ascoltare un pezzo di Tory Lanez o Drake o chi per esso.

YouTube è una forma di comunicazione molto importante, tu ne hai usufruito in che maniera?

Discorso lungo. Esatto, Youtube è importante, permette a tutti di prendere il proprio faccione e metterlo di fronte al mondo intero. Doppia lama: come ogni mezzo di possibile successo è gestito da persone che ne approfittano. Pensare che si possano comprare visualizzazioni e like è assurdo, eppure è realtà. Ottimo mezzo se usato con cognizione, senza la foga di arrivare subito.

I tuoi testi sono pieni di storie vissute, di rabbia e durezza della vita. C’è un retaggio autobiografico?

Eh, figata! Molti amici dicono siano addirittura troppo personali i testi, pertanto di difficile interpretazione per chi ascolta. Devo migliorare tantissimo e forse questo è il primo step. Rendere le tue storie alla portata di tutti. Troppe situazioni passate provocano rabbia ancora oggi. Situazioni legate alla mia famiglia, ai rapporti precedentemente avuti, ecc. Diciamo che ora ringrazio queste persone, senza loro non sentireste la mia musica.

Famiglia, amici conoscenti hanno supportato questa tua scelta di cantare questo genere musicale?

La mamma è sempre la mamma, penso che se anche le facessi ascoltare il pezzo più brutto del rap italiano direbbe comunque “Fantastico!!” Papà invece ha l’orecchio critico, mannaggia a lui, difficile farlo contento. Gli amici mi seguono ovunque e sono contentissimi per me. Subiscono tutti i miei provini pre studio nei vocali whatsapp. Grazie alla musica ho risentito parecchie persone lontane da anni. Alcune mi ha fatto davvero piacere, in altre intravedevo solo parole da “rosiconi”.

Un messaggio ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada musicale…

Fate musica perché amate la musica. Non iniziate con il sogno da star di Hollywood perché non è cosi che funziona. Scrivete il vero e fatelo per voi stessi. Quello che verrà, verrà.

  1. M.