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Mer, Ago
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I tre compleanni di Giuseppe Boccardo

Persone e anniversari
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Per “il Panettiere” Giuseppe Boccardo il 2017 è costellato di compleanni.
Classe 1927, a dicembre compirà 90 anni, mentre qualche giorno fa ha festeggiato gli 80 di mestiere e i 70 anni di attività del panificio da lui fondato. C’erano il sindaco Tolardo, il presidente del Consiglio Comunale Ripani, l’assessore al commercio Ruggero, l’ex sindaco Piovano; c’erano la Banda Musicale “Puccini” (la figlia Luciana è la presidente), il parroco don Mario e tanta gente.

Già, perché il Panificio Boccardo, alla Crociera e a Nichelino, è un’istituzione. Da qualche tempo Giuseppe ha passato il timone al figlio e al nipote, ma lui è ancora lì a dare una mano, perché lì è la sua vita e “fare il pane” la sua arte.

Era un bambino quando ha cominciato, anno 1937 appunto. Andò garzone dal fornaio di Tetti Piatti. Dovette imparare in fretta; i due titolari erano stati chiamati alle armi e lui ben presto si trovò da solo davanti al forno. E a fare il fornaio ha passato la gioventù negli anni durissimi della guerra, prima a Orbassano, poi a Stupinigi e a Moncalieri dove scampò per un soffio ad un bombardamento, mentre stava lavorando. Si faticava a trovare la farina; doveva andare fino a La Loggia e pedalare al ritorno con il sacco caricato sulla bicicletta; scarseggiava persino la legna per il forno. Impastare, far lievitare, infornare, sfornare: tutto a mano, tutto di notte; si lavorava fino a 16 ore al giorno.

A un certo punto Giuseppe si è messo in proprio e ha iniziato a fare il pane a Nichelino. Il vecchio forno era al centro del paese, su via Torino, tra le case che sorgevano al posto dell’odierna piazza Di Vittorio. Nel 1947 ha trasferito tutta l’attività alla Crociera in via dei Martiri, dove tuttora si trova il panificio che ha festeggiato i 70 anni di attività ininterrotta. Per diversi anni Giuseppe Boccardo è stato anche presidente regionale dell’associazione panificatori.

Infinite notti di fatica in mezzo a nuvole di farina e altrettante nuove albe con il profumo del pane appena sfornato. Giorno dopo giorno, sempre pronto a ricominciare. E’ questa la storia vera che oggi Giuseppe Boccardo in tenuta da lavoro, sulla soglia della sua bottega e della novantina, ha da raccontare.