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Mer, Ago
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Matteo Anselmi, attore a tutto campo

Persone e anniversari
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Si può nascere ai bordi di periferia, “dove i tram non vanno avanti più, dove l’aria è popolare ed è più facile sognare”, ma poi la “musica” cambia…
quei sogni, con tanta fatica, si avverano. Protagonista di questa storia è Matteo Anselmi che vanta le proprie origini a Nichelino.
"Oggi per lavoro vivo a Roma, ma io sono proprio nichelinese, e qui ritorno non appena posso”, dichiara il ventisettenne attore.

Cosa certa è che Matteo ritornerà sul palco del Teatro Gioiello di Torino dal prossimo 21 dicembre, sino a domenica 8 gennaio, per le repliche di “Forbici follia”, l’ormai famoso spettacolo di Paul Portner, messo in scena dalla Compagnia Torino Spettacoli, con la regia di Gianni Williams e Simone Moretto.

Anselmi si forma presso il Liceo del Teatro Nuovo nel capoluogo torinese e poi al Teatro Stabile del Veneto. Ancora giovanissimo interpreta Romeo nella più famosa opera di Shakespeare al teatro Erba di Torino raccogliendo consensi di critica e pubblico. Conta anche numerose esperienze sul piccolo e grande schermo per citarne solo alcune: nel 2015 col ruolo di Miguel ne "Il Papa della gente", con la regia di D. Lucchetti; in Tv è nel cast della serie “I segreti di Borgo Larici”.

Matteo (a sinistra nella foto) quest’anno ha vinto il concorso nazionale per attori under 35, ideato dalla Fondazione Gabriele Accomazzo: "Ho recitato un monologo tratto da “Agamennone” di Vittorio Alfieri. Si tratta di un testo del settecento, ancora attuale per le tematiche trattate (la battaglia per il potere, la gelosia, la vendetta), ma in un linguaggio ormai poco comprensibile ai più. Da qui la difficoltà nel cercare di trasmettere il significato di quegli endecasillabi agli spettatori di oggi".

Un premio, che ha dedicato ad Adriana Innocenti e Piero Nuti, suoi grandi maestri, e gli ha garantito una piccola borsa di studio.

Matteo Anselmi spiega di essere particolarmente legato ai classici, al più famoso dei poeti inglesi, Shakespeare, così come ad Anton Cechov perché riescono a scavare nell’animo umano e a tradurlo in parole che respirano per ricercatezza e composizione di semplice vita.

"Il mio breve ed intenso percorso artistico – aggiunge – mi ha fatto indossare i panni dei personaggi più disparati ed ognuno a suo modo mi ha regalato qualcosa, un punto di vista diverso, talvolta neanche condivisibile. Oggi si fanno molte meno prove ed il bravo attore è quello che riesce a dare il massimo nell’interpretazione nel minor tempo possibile.

“Il mio più grande rammarico è di non aver ancora recitato nel teatro della mia città – confida il giovane attore - Abbiamo sempre un cartellone molto ricco e curato. Il mio sogno sarebbe quello di portare a casa anche la mia compagnia".

“A casa” così definisce Nichelino, dove è cresciuto, “a casa da mamma e papà” che nella vita fanno tutt’altro mestiere: gestiscono la “Trattoria 44” a Moncalieri. Ed è “a casa” che Matteo, a tredici anni, ha trovato la sua strada.

"Mi diletto in cucina solo per semplice piacere, diciamo che mangio molto volentieri – dice scherzosamente Matteo - Ho avuto la grande fortuna di avere due genitori che hanno saputo guardare aldilà dei comportamenti tipici di un adolescente, esuberante ed indisciplinato, investendo nella mia formazione culturale a dispetto da quanto consigliato invece da alcuni docenti delle scuole medie. Così su indicazione della mia maestra delle elementari, con la quale avevo già partecipato a dei laboratori teatrali, ho intrapreso il liceo. A queste persone care, e non solo, sono riconoscente per l’affetto, il supporto emotivo che hanno saputo sempre donarmi: dietro le quinte c’è un mondo difficile, fatto di impegno e sacrifici affrontati dalla passione per un mestiere che diventa anche una scelta di vita. “Fa l’attore”, sento dire spesso con tono estasiato o interrogativo, perché ai più non pare un lavoro come tanti altri. Mi sentirò appagato quando riuscirò a trasmettere al pubblico il semplice significato di questa parola: il mestiere di chi con umiltà ha deciso di vivere con l’arte"

Ma i sogni di Matteo sono ancora molti, giustamente ambiziosi, ma non per questo irrealizzabili:

"Fare l’attore riserva anche la possibilità di cimentarsi non solo sul palco – dice quasi sottovoce –Un tempo non desideravo che scappare da dove vivevo, poi crescendo mi sono reso conto di quanto è importante diffondere la passione per il teatro anche nelle periferie. Un domani spero di mettermi in gioco anche come direttore artistico e chissà che questo non possa accadere proprio nella mia Nichelino".