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Gio, Giu
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Gli 80 anni delle ACLI

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Quest’anno le ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) festeggiano l’80esimo anniversario della loro fondazione

e, per celebrare questo importante traguardo, gli associati verranno accolti in udienza straordinaria, sabato 1° giugno, da Papa Francesco.

Era il 1944, la 2ª guerra mondiale non era ancora terminata, le truppe tedesche naziste e gli alleati fascisti occupavano militarmente il Nord dell’Italia, quando a Roma cattolici impegnati nel sociale ritennero di organizzare i lavoratori cristiani.

Tre fedeltà marcarono l’avvio del movimento aclista:

la “Fedeltà alla Chiesa”, intesa come Popolo di Dio, testimone del messaggio evangelico nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana;

la “Fedeltà alla classe lavoratrice”, per la difesa di un lavoro rispettoso della dignità delle persone;

la “Fedeltà alla democrazia”, che troverà nella Costituzione italiana il suo irrinunciabile riferimento e alla cui formulazione contribuirono in modo rilevante gli aclisti eletti nell’Assemblea che definì i valori fondanti e l’organizzazione della giovane Repubblica italiana.

I cattolici presenti nell’Assemblea Costituente, attenti al sociale e alla democrazia, vollero dare particolare rilievo al valore della persona e all’importanza del lavoro non solo come mezzo per vivere decorosamente (giusto salario!), ma anche come fonte di dignità personale. Questi principi vennero poi confermati negli articoli della Costituzione, di cui il primo è di importanza fondamentale: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro ...”

Il valore dato a ogni singola persona offrì, così, un terreno d’incontro fecondo tra il cattolicesimo sociale e le forze di sinistra, entrambi interessati ad una trasformazione profonda della realtà economica e sociale dell’Italia del dopoguerra.

Si trattava di una visione comune che, in una società ancora segnata dal ventennio fascista guerrafondaio, indicava la via per un impegno di trasformazione del cittadino e della società dove ogni persona è pensata nelle sue relazioni sociali, nel contesto in cui vive e nell’impegno per trasformare quelle situazioni dove la dignità delle persone viene negata.

Raccogliendo questa eredità, come ACLI, sia a livello nazionale sia a livello locale, insieme a numerose associazioni e ai sindacati CGIL e Uil, abbiamo nuovamente assunto la Costituzione italiana come “Via Maestra”, che orienta la nostra vita sociale, ci offre strumenti per comprendere la nostra società, fissa precisi obiettivi per raggiungere i quali, però, è importante la nostra attiva partecipazione.

Se assumiamo la Costituzione come testo guida, constatiamo che il modello sociale e di sviluppo economico di questi ultimi anni è sempre più insostenibile e fallimentare. Le disuguaglianze aumentano e la stessa solidarietà sociale, fondamento di ogni convivenza, è quotidianamente erosa.

Facendo nostra, perciò, la centralità della persona affermata dalla Costituzione, non ci dobbiamo rassegnare a vivere in questa società dove da una parte si continuano a concedere privilegi, esenzioni e condoni mentre dall’altra le regole a tutela di chi lavora sono tutt’altro che “tutelate”.

Il lavoro, sia come giusto salario, sia come fonte di dignità personale, nell’attuale società globalizzata è diventato merce di scambio sempre più deprezzata nel suo valore economico e nei suoi aspetti normativi che dovrebbero invece tutelare la salute e la dignità dei lavoratori.

La nostra Costituzione repubblicana ci offre, però, gli strumenti per praticare un’effettiva e libera partecipazione alla vita democratica e per pesare sulle decisioni ultime del nostro paese: “Referendum e Proposte di legge di iniziativa popolare”.

Per questo motivo, come Direttivo del Circolo ACLI di Nichelino, condividiamo l’iniziativa della CGIL e sosteniamo la campagna per i quattro referendum abrogativi a difesa del lavoro.

Lorenzo Brunelli
per il Direttivo del Circolo ACLI di Nichelino