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Manifestazione contro le grandi strutture per il "dopo di noi"

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Manifestazione in programma il 20 novembre davanti alla sede del Consiglio Regionale.

L'Utim e altre organizzazioni della disabilità protestano contro le recenti decisioni della Regione Piemonte che hanno previsto per il "dopo di noi" la realizzazione di deleteri istituti di ricovero anziché piccole comunità alloggio di tipo familiare, in contrasto con le più recenti normative e contro la dignità di vita delle persone con disabilità intellettiva e/o autismo.

Le associazioni (Comitato 162, Cepim, Associazione Down, Consulta per le persone in difficoltà, Angsa, Utim, ecc.) stigmatizzano, in particolare, il nulla osta fornito dalla Regione alla realizzazione a Moncalieri di 2 strutture residenziali nello stesso stabile con ben trenta (!) persone con disabilità, stipate tutte insieme.

Inoltre, la Regione ha previsto il trasferimento di una Comunità alloggio di Pinerolo da 10 posti in un'altra struttura residenziale esistente da ben 80 posti, pertanto accorpando nello stesso stabile 90 persone con disabilità (cfr. Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, 12 luglio 2018).

Violando le leggi nazionali, in contrasto con precedenti delibere nonché con i principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, la Regione Piemonte si fa inoltre beffe delle disposizioni attuative della legge sul "dopo di noi" laddove prevede che le strutture residenziali possano al massimo avere due nuclei da 5 posti letto.

È chiara per tutti, ma a quanto pare non per la Regione Piemonte, la necessità per il "dopo di noi" di piccole strutture familiari e non degli istituti. I grossi istituti rendono impossibile costruire relazioni umane che, invece, richiedono ambienti familiari di vita e una collocazione il più simile possibile alle classiche abitazioni, in un normale contesto urbano e sociale.

Con l'istituto si realizza una spersonalizzazione ed un drastico abbassamento della qualità del servizio, una minore attenzione nei confronti della singola persona e del suo progetto di vita.

Inoltre una concentrazione di numeri elevati di persone con disabilità è più facile che venga percepita dalla collettività locale come "problema", piuttosto che "accolta e inclusa nella comunità".

Perché allora questo arretramento della Regione Piemonte? Perché la qualità delle condizioni di vita delle persone con disabilità è schiacciata da presunte ragioni economiche (leggi: risparmio sulla pelle dei più deboli).

Le associazioni promotrici dicono NO! a questa logica. In particolare chiedono all'Asl To5, all'Asl To3 e ai relativi Comuni e Consorzi, il rispetto delle norme vigenti e il ritiro dell'accreditamento alle strutture prima citate di Moncalieri e Pinerolo. Chiedono altresì a tutte le Asl, i Comuni e i Consorzi socio-assistenziali del Piemonte di non accreditare strutture residenziali che prevedano un numero di posti letto superiore a dieci.

Ricordiamo peraltro che nel territorio del Cisa12 (Nichelino, None, Vinovo e Candiolo), è stata più volte segnalata la necessità di programmare almeno un'altra piccola comunità alloggio socio-sanitaria da 8 posti letto e due per le emergenze, i ricoveri di sollievo o tregua. A nostro avviso la nuova struttura potrebbe essere ricavata utilizzando alloggi dell'edilizia popolare - sull'esempio della comunità familiare di Via Amendola a Nichelino - che per legge devono essere destinati a cosiddetti "casi sociali", quindi senza costi di realizzazione.

Giuseppe D'Angelo
UTIM Nichelino
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