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Sia chiaro: non ci sono vite che valgono di meno

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Mi è capitato, come tanti concittadini nichelinesi, di partecipare via streaming all’incontro pubblico tenutosi presso il Teatro Superga di Nichelino in data 09/09/2020 promosso dall’Amministrazione Comunale sul tema “Scuole a Nichelino: ripartiamo in sicurezza”,

al quale sono stati invitati in qualità di relatori i 4 Dirigenti Scolastici del territorio, una Psicologa del Servizio di Psicologia dell’ASL TO5 e la Responsabile del SISP dell’ASL TO5. L’evento è tuttora visionabile sulla pagina Facebook della Città di Nichelino.

Al termine dell’intervento della Responsabile del SISP dell’ASLTO5, non ho potuto non ascoltare con un misto di incredulità e scalpore la seguente affermazione: “Penso che le nuove generazioni abbiano la priorità. Se mi vengono a dire che sono morte 12 persone per Covid-19 tra gli 80 e i 95 anni, mi dispiace; ma se le 12 persone sono bambini tra i 2 e i 15 anni, è una tragedia”.

Ritengo molto grave questa linea di pensiero perché induce a considerare il valore delle persone in modo inversamente proporzionale all’età anagrafica: evidentemente, la Responsabile del SISP dell’ASL TO5 non ha mai avuto la fortuna di intrattenere relazioni con persone anziane e di constatare quanto continuino ad essere persone con i propri sentimenti, nonostante l’età ed anche in condizioni di grave malattia.

Le affermazioni della Dirigente in questione, purtroppo, si uniformano al pensiero funzionalista ormai imperante: la persona è degna di valore solo in relazione ad un ruolo produttivo o comunque di soddisfacimento di esigenze economiche e/o sociali. Non solo, rischiano anche di riecheggiare “filosofie” del passato di cui ricordiamo gli orrori: dalla spartana rupe tarpea della Grecia antica, ai terribili programmi eugenetici o di soppressione di coloro che erano portatori di disabilità fisica e/o psichica della Germania nazista. Alcuni anni orsono, l’allora Dirigente della sanità piemontese nell’elenco degli obiettivi programmatici aveva inserito la chiusura degli hospice per i malati terminali “perché tanto il loro destino è segnato”: e ciò esclusivamente per il contenimento della spesa sanitaria.

Credo che nessuno possa arrogarsi il diritto di decidere che alcune vite valgano di più rispetto ad altre e, soprattutto, che vi siano presunti criteri per cui una vita vale di più rispetto ad un’altra.

Se vi fosse stato, inoltre, un sottaciuto riferimento al carico economico e sociale costituito dai cittadini ultra80enni in condizioni di malattia, ricordo che anche tanti adolescenti delle nostre città  che agiscono condotte gravemente devianti contro cose e persone, magari sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, rappresentano un carico economico e sociale (oltre che una sconfitta per la Società tutta).

Ritengo, altresì, grave che ad esprimere una tale linea di pensiero sia stato un rappresentante della professione medica, per di più Dirigente di un Servizio dell’ASL TO5 e, soprattutto, che tali affermazioni siano state fatte pubblicamente.

Patrizia Giraudo