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Sab, Lug
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Un grazie ai padri e ai nonni

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Sono Paola, figlia di Pierantonio. Ma a lui non piaceva farsi chiamare così, per tutti era Piero.

Ci ha lasciati proprio in questo periodo storico strano per tutti noi, difficile da sopportare.

La lontananza, la non libertà di poter fare la vita che, in modo automatico, facevamo.

Forse senza assaporare questa libertà che avevamo.

Ci ha lasciati per aver contratto il Covid-19. Un papà come altri, un nonno o nonna come altri, con i suoi 87 anni.

Sì, come lo definiremmo socialmente,  era un anziano.

Ci siamo lasciati un venerdì senza una carezza, l’ultima, senza un abbraccio, l’ultimo, senza un bacio, l’ultimo. Senza poter condividere questo distacco con amici e conoscenti perché questo si è dovuto fare.

Questi anziani, così fragili, sono quelli che sono partiti dal proprio paese di origine per affrontare la nuova vita fatta di duro lavoro, di incertezze, ma anche entusiasti e convinti di poter offrire ai loro figli maggiori possibilità.

Uomini e donne coraggiosi nell’affrontare luoghi sconosciuti, dialetti diversi e tanto altro…

Papà era di Thiene, in provincia di Vicenza.

Partito con Valentina e Franco, di appena un anno, nel 1962 per approdare a Vinovo e poter andare a lavorare in FIAT, quanti sacrifici… Riuscire a prendere la patente e poi la prima macchina, la 600 bianca, e poi il televisore… E tornare ogni anno alla sua terra, a Thiene.

Nel 1965, eccomi! La famiglia si allarga. La vita prosegue: da Vinovo si va a Nichelino, dal Lingotto si va a Mirafiori, mamma che fa qualche lavoretto qua e là, i figli crescono.

Poi la malattia di papà. Giovane, appena cinquantenne, che lo limita nei movimenti a noi normali e nella parola… La vita va avanti i figli si sposano, mettono su famiglia e lui vede crescere cinque splendidi ragazzi, Giulia, Enrico, Matteo, Stefano, Carlo.

La vita va avanti e un grave lutto segna la nostra famiglia: la perdita del figlio Franco e papà già anziano, da seguire nelle difficoltà che a via a via si fanno più impegnative.

E’ stata un’esistenza fatta di lavoro, di sacrifici: una vita di chi ha visto privazioni, di chi sapeva cosa voleva dire avere fame, di chi ha visto la guerra, di chi ha vissuto la paura.  

Ma lui ha sperato in un mondo migliore, nonostante tutto ha trovato forza nell’attaccamento alla vita, alla bellezza delle cose semplici, ha creduto nella famiglia. E’ riuscito a non arrendersi.

Questo è ciò che ha fatto la differenza.

Questa è una breve storia scritta per ricordare papà e per ricordare tutti i nonni che ci hanno lasciato in questo periodo di pandemia.

Sono andati via in silenzio e forse in modo anonimo.

Questi nonni sono coloro che hanno costruito il nostro Paese e noi vogliamo ricordarli non solo per l’età, ma per il patrimonio che ad ognuno hanno lasciato.

Grazie Nonni!

Grazie Papà!

Paola