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Mer, Ago
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Ecco perché il mattino di Pasqua ci viene detto: «Non abbiate paura!»

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- di don Gian Franco Sivera -
Carissimi amici e parrocchiani, mi mancate tanto, tanto, tanto.

E’ questo il primo e più spontaneo pensiero, colmo di sentimenti d’affetto e di nostalgia, che desidero confidarvi.

In questi lunghi e non semplici giorni di forzata clausura che tutti viviamo, seguendo Gesù nel suo cammino verso la Pasqua, ho pensato e pregato per tutti voi, bambini del catechismo, ragazzi e giovani che a malincuore non vedo e non sento più nel nostro oratorio da troppo tempo ormai: genitori, famiglie, anziani, ammalati, tutti voi a cui voglio un gran bene e che ormai da vent’anni siete la mia famiglia e la ragione della mia gioia.

Ricordando i vostri volti e conoscendo i vostri cuori sempre accoglienti e ospitali, mi piace immaginare che state proprio in questo momento leggendo questo mio semplice messaggio e  augurio pasquale.

La nostra vita è una strada che parte dalla  nascita, dalla nostra Betlemme e termina in un sepolcro. Una strada per alcuni più lunga, per altri forse troppo corta, tra salite impervie e pericolose discese, una strada che nessuno può percorrere al posto di un altro.

 In queste settimane di Quaresima abbiamo seguito Gesù per la sua strada, egli come ogni uomo l’ha percorsa senza alcun trattamento di favore, dando vita ad una comunità di uomini chiamati a camminare. Lungo questa via Gesù, l’uomo che cammina, ci viene incontro. Sulla medesima via i suoi discepoli sono chiamati a riconoscere i volti da guardare e amare, le creature che parlano di Dio e ne sono il segno.

Oggi è la Pasqua del Signore, oggi la via raggiunge il suo compimento definitivo e ci è rivelato quello che sarà anche per ognuno di noi, ci è rivelato che la morte non è la fine della via, ma dopo di essa c’è ancora una via da percorrere. Allora alziamoci e corriamo come Pietro e Giovanni; “correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro ma non entrò”. (Gv 20, 1-9). Corriamo, ma non entriamo! Anche se dovessimo correre più velocemente di Pietro, perché le gambe sono più forti, ricordiamoci che senza Pietro non si può entrare nel mistero di Cristo; “giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette”.  La Chiesa oggi ci introduce nel sepolcro e ci guida alla comprensione del Mistero Pasquale, ci apre gli occhi per vedere, affinché il nostro vedere divenga credere. La Risurrezione che oggi celebriamo richiede la pazienza del discepolo che ama Gesù. Noi come Giovanni corriamo forte, ma spesso cadiamo nel grande inganno di poter fare da soli, di poter comprendere il grande mistero della Pasqua senza Pietro, senza la Chiesa. Pietro, per quanto vecchio e stanco,ci è necessario. Anche se non capiamo molte cose, continuiamo a fidarci di lui e a seguire questa Chiesa, la Sua Chiesa, che in questi giorni, come tutti noi, appare forse un poco stanca e affaticata, ma che rimane essenziale per comprendere “la via”e sostenere con speranza chi vive nel dolore e nella disperazione.

Concludo consegnandovi le parole che Papa Francesco ha pronunciato pochi giorni fa durante la consuete udienza del mercoledì:

“La Pasqua ci dice che Dio può volgere tutto in bene. Che con Lui possiamo davvero confidare che tutto andrà bene. E questa non è un’illusione, perché la morte e resurrezione di Gesù non è un’illusione: è stata una verità! Ecco perché il mattino di Pasqua ci viene detto: «Non abbiate paura!» (cfr Mt28,5). E le angoscianti domande sul male non svaniscono di colpo, ma trovano nel Risorto il fondamento solido che ci permette di non naufragare.”

              BUONA SANTA PASQUA A TUTTI!    
NON ABBIATE PAURA…ANDRÀ TUTTO BENE
             PERCHÈ CRISTO È RISORTO
                        

                           

Don Gian Franco Sivera
Parroco Madonan della Fiducia e San Damiano