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Al concerto di Oliver Green

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Un po’ di sere fa in piazza Aldo Moro si è tenuto un concerto di un giovane rapper nichelinese, dal nome d’arte Oliver Green,

ad alcuni ospiti suoi amici, tra i quali un altro rapper torinese, Boro Boro, già noto nell’ambiente per alcune collaborazioni con il più famoso Shade.

Padre di quattro ragazzini che conoscono a memoria le sue canzoni ed abitualmente ascoltano questo genere di musica, dalle sonorità sovente molto accattivanti ed altrettanto frequentemente con testi diciamo un po’ sopra le righe, nei giorni precedenti mi avevano raccontato di una distribuzione di volantini fuori dalle scuole per pubblicizzare l’evento. Allora ho deciso di saltare cena e di accompagnarli, perché bisogna supportare le passioni positive ed i giovani talenti.

A volte sono un po’ critico con la musica che ascoltano i miei figli e cerco di trasmetter loro generi maggiormente “indottrinati” dei miei anni ’80 e ’90, ma siccome ho sempre amato spaziare in tutte le cose riesco ad ascoltare con piacere insieme a loro queste nuove tendenze musicali, al punto di riuscire talvolta a supportare gli animatori alle feste di compleanno alle quali accompagno i miei figli.

Battute a parte, non mi sento assolutamente di giudicare negativamente nessuno, anzi, ci tengo a lodare questi ragazzi. Anch’io da giovane ascoltavo musica “ribelle”, oltre che per piacere o moda anche proprio per sfogare qualche vuoto/frustrazione della vita. Quindi ritengo che indipendentemente dalla sindacabile “qualità” di un genere musicale, ben venga che ci siano giovani che si dedicano a fare musica, che coinvolgano positivamente altri giovani e diano loro momenti di passione e gioia, anche contrastando quella negatività che spesso noi adulti rischiamo di trasmettere, tra problemi di lavoro, di salute, economici, di politica e quant’altro.

Auguro pertanto un futuro felice e brillante al nostro giovane nichelinese Oliver Green ed a tutti i suoi amici della crew (così ora si definisce quella che noi chiamavano la compagnia). Spero che questa passione possa accompagnarli nel tempo con soddisfazione, riuscendo sempre a mantenere salde le proprie radici ed i buoni valori trasmessi dai propri cari. Auguro loro di non smarrire mai i giusti riferimenti e poter valutare questa esperienza in corso come un qualcosa che in pochi sono in grado di vivere, un po’ come quando un nipote ascolta con stupore e stima qualche aneddoto della gioventù del proprio nonno.

A proposito di nonni, conoscendo da tempo alcuni suoi familiari, durante il concerto ho avuto modo di scambiare due parole con il nonno paterno di Oliver Green, classe 1932, che portandosi una mano sul cuore mi ha confidato di essere molto emozionato per il concerto e che il nipote è un ragazzo “vivace” com’era lui da giovane, che amava tanto ballare. Un nipote che, puntando l’altra mano verso il palco, sovrastato dalle urla di un pubblico in visibilio, ha chiamato amichevolmente, con un marcato accento veneto, “Federico…lasarooon!”, con un sorriso inconfondibile, quello di un nonno innamorato, che tramite gli occhi del nipote rivede la spensieratezza e l’allegria della propria gioventù, passata ormai da molto tempo.

Grande Oliver Green, porta Nichelino sulle vette dei tuoi successi, con le solide ali dei sani principi ricevuti dalla tua splendida famiglia.

Lorenzo Giorda…
ed i suoi figli, Andrea, Marco, Giulia e Matilde, alcuni tuoi fans!