29
Dom, Gen
110 New Articles

Tour virtuali - Collina o piramide?

Spazio aperto
F
Typography

L’obiettivo di questi tour virtuali è di organizzare viaggi a costo zero per chi, come me, certi luoghi non può più raggiungerli.

Questa volta ci addentriamo, dall’altra parte del mondo, in un paesaggio magico fatto di vulcani, montagne e giungle intervallate da risaie e piantagioni di thè, a circa 160 chilometri dalla città di Bandung in Indonesia.

Arriviamo cioè alla piramide, scoperta nel 1914. Qui strutture megalitiche, formate da blocchi di basalto, sono state trovate sparse nel sottobosco. La popolazione locale considerava il sito sacro e lo chiamò Gunung Padang. Il nome, che porta ancora oggi, significa "Montagna della Luce”. Il sito era stato a lungo utilizzata come luogo di meditazione, tuttavia, né gli archeologi né apparentemente i locali, si erano resi conto che si trattasse di una piramide, bensì ritenevano fosse una collina naturale in qualche modo modificata dall'attività umana.

Questa credenza andò avanti fino a quando non iniziò un'indagine geologica nel 2011. Nella prima datazione con il metodo del radiocarbonio è emerso che la costruzione risale al periodo tra il 500 e il 1500 a.C. Estendendo l’indagine sono stati portati alla luce nuclei di terra e pietra da livelli molto più profondi con frammenti di basalto colonnare risalenti al periodo tra il 20.000 a.C. e 22.000 a.C.

Questo periodo storico ci porta nel profondo dell'ultima era glaciale, quando l'Indonesia non era una serie di isole, ma faceva parte di un vasto continente del sud-est asiatico, soprannominato "Sundaland" dai geologi. Quando le calotte glaciali cominciarono a sciogliersi l'acqua tornò negli oceani e il livello del mare salì, sommergendo parti del mondo dove gli esseri umani avevano vissuto in precedenza. Lo stato della civiltà umana fino alla fine dell'ultima era glaciale (9.600 a.C.), mostrava che i nostri antenati erano cacciatori primitivi. Solo intorno al 4.000 a.C., la crescente sofisticazione delle strutture economiche e sociali e le crescenti capacità organizzative resero possibile la creazione dei primi siti megalitici, mentre le prime vere città emersero intorno al 3500 a.C. in Mesopotamia e poco dopo in Egitto.

Quindi come è possibile l’esistenza di siti come Gunung Padang e Gobleki Tepe già a quei tempi?

Questo potrebbe confermare la tesi di Platone, secondo cui l'esistenza di una civiltà precedente fu portata a fine catastrofica da inondazioni e terremoti in un'epoca di grande instabilità globale tra il 10.900 a.C. e il 9.600 a.C. I superstiti avrebbero poi raggiunto vari luoghi trasferendo le loro conoscenze ai popoli che incontrarono.

Il fascino di questi megaliti sparsi per il mondo e le loro datazioni ci fanno fantasticare, lasciandoci in attesa di una risposta non semplice, visto che nulla di scritto è stato tramandato nel tempo. In fondo forse è meglio così: la curiosità è tanta, ma il mistero ci permette ancora di sognare.

Beppe Odetto