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Canaprili, chi era costui?

Cronaca
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Spulciando nello stradario di Nichelino troviamo questa misteriosa e poco frequentata via Canaprili.

Qui in effetti non ci ha mai abitato anima viva, perché in realtà era - ed è tuttora - una strada in mezzo ai campi, ai bordi della tangenziale, nella zona tra via Cacciatori e viale Stupinigi.

Ma chi era questo Canaprili, così importante da dedicargli una strada?

Canaprili chi? Proprio nessuno, praticamente mai sentito.  Infatti questa denominazione trae origine da un antico termine agricolo che aveva a che fare con la coltivazione della canapa, molto diffusa in Piemonte. Dalla fibra della canapa si ricavavano corde e tessuti. Per questa ragione i toponimi “canaprili” o similari erano abbastanza diffusi e stavano ad indicare luoghi dove si trovavano grandi pozze d’acqua, utilizzate in estate per la macerazione della canapa. Data l’inevitabile puzza di marcio questa fase della lavorazione avveniva lontano dai centri abitati. Con l’avvento delle fibre sintetiche la coltivazione della canapa cadde definitivamente in disuso.  

Nella  stessa famiglia della canapa troviamo la cannabis, ma questa è un’altra storia…

La toponomastica della zona di via Cacciatori è comunque piuttosto insolita, in quanto prende origine dalla tradizioni venatorie legate alla Palazzina di Stupinigi. Troviamo così via Pracavallo, che a quel tempo era un’antica rotta di caccia, quasi parallela alla Debouchè: dal cascinale di Vicomanino arrivava fino alle sponde del Sangone. Al “prà caval”, grande distesa erbosa, cavalli e cavalieri si radunavano all’inizio e alla fine della battuta di caccia.

Per restare in tema di curiosità a Stupinigi esiste anche una via Rondò Bernardi (… o Bernardo, come riportato in qualche indirizzo), dove hanno sede alcune aziende della zona industriale al confine di Borgaretto. In questo caso l’intitolazione risale a una persona fisica e più precisamente a un grande giardiniere. Permane però un dubbio: se con il rondò in questione l’intenzione fosse quella di onorare  Michel Benard (o Bernard, per un errore di trascrizione), progettista  del Parco reale di Stupinigi, oppure  Giovanni Battista Bernardi, suo collaboratore e successore alla carica di direttore dei Reali giardini nella seconda metà del Settecento.

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