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Papa Francesco ad Abu Dhabi

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E’ denso di significato il viaggio di Papa Francesco ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

E’ la prima volta che un Papa si reca in visita in un Paese della penisola arabica. Il dialogo interreligioso non è disgiunto dall’impegno per promuovere una cultura che consenta di superare i fondamentalismi. Il viaggio ha anche un risvolto pastorale, perché negli stati del Golfo Persico, dove la religione mussulmana è l’unica religione ammessa, negli ultimi anni è enormemente cresciuta la presenza di lavoratori cristiani, immigrati dell’Asia e dell’Africa. Dietro alla sfavillante selva di grattacieli questo popolo di migranti fa i lavori più umili e vive in condizioni precarie.

In occasione della visita del Papa le autorità hanno consentito, per la prima volta ad Abu Dhabi,  che una Messa venga celebrata all’aperto in un luogo pubblico.

Sempre nel segno del dialogo con l’Islam il Papa si recherà a fine marzo in Marocco ed è interessante notare che quest’anno cade l’ottavo centenario dell’incontro tra san Francesco e il sultano Malik al-Kamil, che avvenne a Damietta in Egitto nel 1219.  

Questo 2019 per l’ottantaduenne Papa Francesco è un anno intenso di visite all’estero. Dopo la trasferta a Panama per la Giornata Mondiale della Gioventù e i viaggi negli Emirati Arabi e in Marocco, si recherà a maggio in Bulgaria e nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. Qui visiterà Skopje, la città natale di Santa Teresa di Calcutta. E’ poi prevista una visita in Romania, mentre altre mete sono all’orizzonte o in fase di preparazione, in attesa che maturino le condizioni: Giappone, Iraq, India, Mozambico, Madagascar, Corea del Nord … e Cina.